La storia di una bottega di Amy Levy

7 gennaio 2015

Da un punto di vista puramente letterario, il 2015 è iniziato per me nel migliore dei modi grazie a La storia di una bottega di Amy Levy. L’ho concluso l’altra sera, dopo una giornata trascorsa a letto con la febbre, e nonostante i miei poveri occhi gridassero pietà, non ho proprio potuto abbandonare le sorelle Lorimer prima di sapere quale sarebbe stato il loro destino.

Questa perla vittoriana del 1888 è stata pubblicata in Italia lo scorso anno dalla Jo March, che si è guadagnata la mia totale ammirazione ed eterna venerazione. Il titolo originale, The Romance of a Shop, ha una connotazione leggermente diversa ed esprime ciò che questo romanzo racconta a tutti gli effetti, ovvero l’educazione sentimentale di quattro ragazze. Fanny, Gertrude, Lucy e Phyllis, in seguito alla morte del padre, si trovano sul lastrico, ma anziché accettare le offerte d’aiuto di parenti e amici, scelgono di rimboccarsi le maniche e farcela con le loro forze, avviando una bottega di fotografia. Lungi dall’essere un semplice sfondo delle loro vicende, è proprio questa bottega la vera protagonista: è il ricettacolo dei loro sogni e del loro spirito indipendente, che le spinge a ignorare le convenzioni sociali, nonché la strada più semplice, per guadagnarsi di che vivere e conquistarsi un angolino di felicità.

Leggendolo mi sono venute più volte in mente altre quattro sorelle molto più famose, ovvero le March di Piccole Donne, uscito in America vent’anni prima. Le differenze, tuttavia, superano di gran lunga le somiglianze, e sono consapevole che il paragone sia un po’ forzato. Il romanzo della Alcott si rivolge a un pubblico molto giovane, e sebbene l’autrice fosse una femminista come Amy Levy, il desiderio di educazione morale è predominante rispetto alla tematica dell’emancipazione. Insomma… posso dirlo? Le Lorimer sono Piccole Donne… con gli attributi. Oops, l’ho detto.
Se amate Londra come me, preparatevi a degli scorci incantevoli della città. Vi “regalo” il mio preferito, forse perché è racchiuso in un quadretto di vita domestica. E perché adoro i lampioni, le carrozze e persino la nebbiolina, sì.

Al termine del pasto, Phyllis andò alla finestra, tirò la tenda e si divertì, com’era sua abitudine, a guardare in strada.
“Vorrei tu non lo facessi,” disse Lucy, “così chiunque può vedere dritto nella stanza”.
“Perché sprechi il fiato, Lucy? sai che non serve a nulla dirmi di non fare le cose, quando voglio farle.”
Gertrude, che nutriva lei stessa un segreto affetto infantile per la strada illuminata a gas, per la vista delle persone che andavano di fretta, per i lampioni, le carrozze che guizzavano ora dentro ora fuori dalla foschia giallognola come tante lucciole, non prese parte alla disputa ma si mise al lavoro per riparare una vecchia gonna di Phyllis, miseramente lacerata. (p. 99)

Ho apprezzato molto la scelta di usare una voce narrante che osserva le sorelle dall’esterno, eppure da vicino e con occhi affettuosi, quasi materni. E poi, beh, questo romanzo quando assume tinte romantiche lo fa in modo così delicato, tuttavia così vero e senza troppi ricami, che è riuscito a far breccia nel mio animo di fanciulla talvolta cinica e difficile da convincere. Inoltre, nonostante in alcune occasioni gli avvenimenti sembrino fin troppo romanzeschi, l’autrice stessa lo sottolinea attraverso la voce delle protagoniste, trasformando l’artificio in una chiara offerta di conforto. Se nella vita reale le cose vanno come devono andare e a un dramma non fa necessariamente seguito un happy ending, c’è bisogno di storie come questa.

0 Comments

  • Anonimo

    2 marzo 2015 at 12:46 PM

    Lo voglio leggere!!! Lo devo leggere!
    Pamy non so come funzioni un blog, ma stanne certa…ti seguirò!!!
    Ho una sfilza di libri incredibile da parte…ma questo mi attira follemente!
    Continua così! Fede ( metto anonimo perché non capisco tra le opzioni quale scegliere! )

  • Pamela

    4 marzo 2015 at 9:11 PM

    Ah Fede, che gioia trovare un tuo commento! Grazie di essere venuta a trovarmi! Il romanzo te lo presto quando vuoi 😉 io ho volutamente perso il conto da anni dei romanzi che ho da parte XD

  • Anonimo

    5 marzo 2015 at 12:38 PM

    Ti seguo ben volentieri!!!
    Ma cosa devo fare per non essere più anonima? No me capisso! Sono particolarmente in tilt ultimamente!
    Fede

  • Pamela

    5 marzo 2015 at 6:26 PM

    Figurati cara, ti spiego tutto ^^ è facile in realtà: devi cliccare su "unisciti a questo sito" nella colonna qui a destra… se hai un account google/gmail ti iscrivi con quello!!

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