Northanger Abbey di Val McDermid

3 febbraio 2015

No, non sono impazzita e no, non avete le traveggole: Northanger Abbey (inedito in Italia) è un romanzo scritto da Val McDermid, autrice scozzese nota per i suoi polizieschi. Se adesso pensate che il rimando a quell’abbazia sia casuale, sappiate che siete nuovamente fuori strada. A dire il vero non è nemmeno un semplice riferimento a Jane Austen, bensì la sua versione moderna. Questo romanzo infatti fa parte di The Austen Project, che prevede la riscrittura delle sue opere con un’ambientazione contemporanea: oltre a N.A. sono già stati pubblicati Sense and Sensibility di Joanna Trollope ed Emma di Alexander McCAll Smith. L’intento alla base del progetto è di avvicinare i giovani lettori a dei romanzi classici, rendendoli più allettanti in quanto presentati in chiave moderna. Mmm, vi dico subito che l’idea mi fa storcere il naso di 45 gradi, ma quando l’ho acquistato in vacanza a Londra non ero a conoscenza del retroscena e l’ho giudicato un semplice divertissement dedicato a chi avesse amato l’originale. La copertina ha fatto il resto, insieme al commento di J.K. Rowling: “Witty and shrewd, full of romance and skulduggery – I loved it.” Le parole della Regina per me sono sacre e non ho esitato a farlo mio, da brava suddita. Volete sapere se mi è piaciuto? Mi spiace, ma se ve lo rivelo adesso rovino la suspense 😉

I punti salienti della trama sono fedeli all’originale nonostante le modifiche necessarie per renderli attuali: la protagonista, Cat Morland, non si reca a Bath, meta di moda all’epoca di Jane Austen, bensì al festival di Edimburgo, che nel mese di agosto diventa un centro di fermento culturale nonché di esibizionismo sociale. Ritroviamo gli Allen (con una Susie scatenata e maniaca dello shopping) i Thorpe (Bella e John odiosi come li ricordavamo) e naturalmente i Tilney. Cat non esita a innamorarsi di Henry e diventare amica di sua sorella, Ellie, e quando i due la invitano a trascorrere una vacanza nella loro affascinante dimora accetta al colmo della gioia. Se l’eroina austeniana era una lettrice accanita di romanzi gotici, la sua versione del XXI secolo non è da meno, con la differenza che ai vecchi cliché se ne sono aggiunti di nuovi, e che predilige l’urban fantasy e i vampiri post Twilight da perfetta figlia dei nostri tempi.

Il motore del romanzo rimane naturalmente la fervida immaginazione di Cat, ingenua e inesperta, la quale perde di vista il confine che separa la realtà dalla finzione, e finisce con il travisare persone e situazioni rischiando di perdere la propria occasione di essere felice. Non nascondo di essermici riconosciuta un pochino: suvvia, siate sinceri e ammettete che è lo stesso per voi. Credo sia normale che la visione della realtà sia un minimo influenzata dalle proprie letture, anche se da questo al credere all’esistenza dei vampiri c’è una bella differenza, siamo d’accordo XD. Jane Austen con Northanger Abbey si era presa gioco con la sua consueta arguzia di un genere in voga, ma soprattutto aveva messo in luce il rischio che si corre nel vivere la propria vita sentendosi un’eroina romanzesca. La McDdermid conclude la sua versione del celebre romanzo proprio ribadendo questo concetto, attuale oggi come allora.

Lo so, non vi ho ancora detto chiaramente cosa ne penso, ed è probabile che a questo punto mi sarò giocata un buon 80% dei lettori. A voi che siete rimasti… grazie per la tenacia, prometto che ora sarò breve! Rullo di tamburi… per me è un “ni”. Come spiegavo all’inizio, mi ci sono avvicinata considerandolo nulla più di un divertissement, e solo in seguito ho scoperto il progetto di cui fa parte. Trovo assurdo voler avvicinare un pubblico giovane a Jane Austen attraverso rivisitazioni moderne: non solo ci sarà chi s’illuderà di conoscerla, ma sarà dissuaso dal leggere l’originale in quanto non ne vedrà l’utilità. Intuite l’orrore? Considerandolo come romanzo a se stante, questo Northanger Abbey può forse essere carino, ma con molte riserve. Io mi sono divertita nel trovare il parallelo con l’originale, tuttavia senza la sua controparte non posso che considerarlo scialbo e non sempre verosimile, inoltre la tipica verve narrativa austeniana è del tutto assente.

I romanzi di Jane Austen sono incredibilmente attuali senza bisogno di essere riscritti, e invece di fare l’occhiolino alle nuove generazioni con esperimenti di questo tipo, sarebbe più saggio dar loro gli strumenti per apprezzarne la bellezza.

0 Comments

  • Pila

    3 febbraio 2015 at 6:41 PM

    "I romanzi di Jane Austen sono incredibilmente attuali senza bisogno di essere riscritti, e invece di fare l'occhiolino alle nuove generazioni con esperimenti di questo tipo, sarebbe più saggio dar loro gli strumenti per apprezzarne la bellezza." Concordo con questa tua frase, credo che la Austen vada letta e conosciuta attraverso le sue opere, non c'è bisogno di rivisitazioni moderne o altro che per la maggior parte delle volte si rivelano poi essere brutte letture o non degne del nome a cui si riferiscono!

  • Serena

    3 febbraio 2015 at 8:21 PM

    Pammm! Io l'ho trovata terribilmente antiquata con il suo "Orgoglio e pregiudizio".. Lo so, rischio il linciaggio feroce ma.. Troppa noia 🙁
    L'idea non la trovo malvagia.. Anche se forse ti dirò, non credo li leggerei!!

    Però cavoli, quella scritta della Rowling… Quasi quasi….. 😱

  • Ludo

    4 febbraio 2015 at 3:40 PM

    Woah, due commenti di due persone con delle opinioni agli antipodi!

    Di queste riscritture ne sono uscite tutta una serie nel Regno Unito, ma non ho mai provato a leggerli. Boh, non mi ispirano.

    In ogni caso, l'inglese della Austen risula ostico a molti parlanti contemporanei, particolarmente americani, ma ce ne sono anche di britannici. Questa idea di provare ad avvicinare i potenziali lettori con delle rivisitazioni, sperando che poi prendano in mano l'originale, non la trovo, quindi, così balzana.

  • Pamela

    4 febbraio 2015 at 3:47 PM

    Infatti alcune sono davvero imbarazzanti! Avvicinarsi a lei in questo modo trovo non abbia molto senso… un po' come quando a scuola ci davano da leggere le versioni ridotte/semplificate dei classici *_* tremende, erano riassunti senza cuore!

  • Pamela

    4 febbraio 2015 at 3:49 PM

    Tranquilla Sere XD io poi mi "arrabbio" solo se mi si tocca la Rowling, quindi io e te andremo sempre d'amore e d'accordo <3

  • Pamela

    4 febbraio 2015 at 4:16 PM

    Se davvero li spingesse a leggere l'originale potrebbe essere un buon espediente, ma sono scettica a riguardo… forse sbaglio ^^
    Orgoglio e pregiudizio, l'unico romanzo di Jane Austen che ho letto in inglese, non l'ho trovato particolarmente difficile. Immagino che per un madrelingua il lessico possa suonare un po' desueto, come per noi I Promessi Sposi (che io per assurdo trovo molto più pesante) ma non credo impedisca di apprezzare la lettura. Poi naturalmente dipende anche dall'età… un conto è affrontarla a quindici anni, e un conto a venticinque, per esempio.

  • Ludo

    4 febbraio 2015 at 4:26 PM

    Nessuno scrive più come Jane Austen da molto tempo nei paesi in cui si parla l'inglese: la struttura del periodo si è semplificata assai. Negli Stati Uniti gli studenti delle scuole superiori hanno grande difficoltà a leggerla. E in Gran Bretagna non tutti alle scuole superiori leggono Jane Austen e, quando provano a prenderla in mano da adulti, trovono la lingua e il modo di costruire la frase particolarmente difficili da affrontare.

    Credo sinceramente che dalla prospettiva di un italiano sia diverso perché i nostri classici hanno spesso un linguaggio ostico dovuto anche ai regionalismi e siamo sempre stati abituati all'utilizzo di periodi complessi. Quasi naturale, quindi, per noi trovare la Austen abbordabile.

  • PattyOnTheRollercoaster

    5 febbraio 2015 at 5:14 PM

    Come idea di base questo "progetto" non è male, tuttavia come te non credo che possa avvicinare una nuova generazione alla lettura della Austen.
    Leggere una versione moderna di un qualsiasi romanzo classico è bello perché si conosce l'originale, e si possono fare dei paragoni. Credo che un lettore giovane che non ha mai letto l'originale possa anche apprezzarlo, ma se per caso si trovasse a leggere il classico c'è il rischio che lo trovi addirittura noioso, o meno interessante – il che fa crollare l'intero progetto.
    Si dovrebbe in effetti trovare un modo per valorizzare i classici come quelli di Jane Austen, che rimangono ancora oggi molto attuali grazie alle tematiche e ad uno stile che, seppure un pochino artificioso agli occhi di un lettore giovane, non è difficile da accettare.

  • Pamela

    5 febbraio 2015 at 5:35 PM

    Siamo assolutamente dello stesso avviso allora ^^

  • Pamela

    5 febbraio 2015 at 6:23 PM

    Grazie per il tuo intervento Ludo, è una prospettiva molto interessante. Non avevo idea fosse percepita da un madrelingua come una lettura impegnativa per lessico e sintassi.

Chiacchieriamo?

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