Reading Jane #2 (Persuasione)

10 febbraio 2015
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Avendo la giornata libera, sarei potuta rimanere a letto a oltranza, come piace a me. E invece no, la sveglia del fidanzato ha destato anche la sottoscritta e una volta acceso, il mio cervello, si rivela assai difficile da zittire. Oggi, poi, si è fatto strada questo pensiero insistente: gli ultimi capitoli di Persuasione, sul comodino. E così mi sono concessa un atto di piacere decadente… fare colazione e tornare sotto le coperte, a leggere. Chiamatemi viziosa, me lo merito. Fresca fresca di un post di riflessioni su come scrivere una buona recensione, mi ritrovo così a parlare di un genio della letteratura. Mi sembra giusto… tuttavia non ho alcuna intenzione di farmi schiacciare dal peso del classico e ne chiacchiererò con la solita leggerezza. Le parole brillanti le lascio a Virginia Woolf, che aveva colto in modo incantevole l’essenza di Jane Austen:

“Una di quelle fate che si affacciano sulle culle deve averla accompagnata, appena nata, in un volo attorno al mondo. Depositata di nuovo nella culla, non solo la bambina sapeva com’era fatto il mondo, ma aveva già scelto il suo regno.”
*v. nota

Di questo regno è la padrona assoluta: chi non lo capisce lo considera un limite o addirittura, povera me, un difetto, quando invece è parte della sua grandezza. Ritrovarlo, in Persuasione, è stata una gioia immensa. Partendo dal dramma personale di Anne Elliott, l’essersi fatta persuadere, in gioventù, a rinunciare al grande amore in quanto non sarebbe stato un matrimonio conveniente, Jane Austen ci fa dono della sua consueta arguzia nella caratterizzazione dei personaggi e di quelle dinamiche sociali che ben conosce. In questo romanzo, tuttavia, c’è una malinconia di fondo che lo separa dagli altri. Forse, nel notarlo, sono stata condizionata dalla consapevolezza sia il suo ultimo lavoro compiuto. E dall’idea che si trovasse in quel momento dell’esistenza in cui ci si volta e si osserva il tutto da un’altra prospettiva. E’ sciocco e pericoloso, lo so, voler trovare similitudini con la vita dell’autore, ma non posso far a meno di chiedermi se la seconda opportunità che ha donato ad Anne sia quella che avrebbe desiderato per se stessa… tutta colpa del film Miss Austen Regrets? Ancora una volta ricorro a Virginia, che mi ha aiutata a cogliere più distintamente qualcosa che avevo intuito ma non afferrato:

“Il suo stesso atteggiamento verso la vita è mutato. La vede, per la maggior parte del libro, attraverso gli occhi di una donna che, infelice, mostra una sensibilità particolare per la felicità e l’infelicità altrui che, fino alla fine, è costretta a osservare in silenzio. Dunque, si esaminano meno gli eventi e di più i sentimenti rispetto al solito.”
*v. nota

Secondo la Woolf, Persuasione rivela una Jane quasi annoiata di fronte alla scena che ritrae, come se si trovasse in una fase di transizione, e prova a immaginare come sarebbe potuta cambiare la sua penna. Io, però, mi accontento di crogiolarmi nella bellezza di questo romanzo. Se Orgoglio e pregiudizio rimane ancora sul trono, questo nel mio cuore gli è secondo, se non pari merito. L’ho amato infinitamente più di Ragione e sentimento, i cui sviluppi amorosi non mi hanno convinta del tutto. Persuasione è asciutto, privo di fronzoli. Si sa da subito che Anne non ha mai smesso di amare il capitano Wentworth, e ben presto è chiaro che per lui è lo stesso. Non ci sono più gli ostacoli sociali della gioventù, l’unico freno è dato dal risentimento di un innamorato respinto.

Ho voluto bene ad Anne fin dall’inizio. Forse è fin troppo perfetta rispetto alle sue “sorelle letterarie”. Non è accecata dal pregiudizio, da un eccesso di sentimento, immaginazione o quant’altro, ma è anche vero che il suo equilibrio è quello di una donna ormai matura, ottenuto con l’esperienza. Quell’errore che può essere fatale per la sua felicità l’ha commesso otto anni e mezzo prima dell’inizio degli eventi narrati… ed è quell’errore a renderla così vera. All’età di ventotto anni era già considerata sfiorita e data per zitella… e quando, infine, ottiene la sua fetta di torta con un bell’aggiunta di panna montata, confesso che mi è pure scesa una lacrimuccia, nonostante l’happy ending fosse scontato. Ah, la lettera che le scrive il capitano Wentworth! Che struggimento *_* Vi lascio un piccolo frammento, così possiamo struggerci assieme XD

“Mi straziate l’animo. Sono per metà in agonia e per metà pieno di speranza. Ditemi che non giungo troppo tardi, che sentimenti così preziosi non sono spariti per sempre. Mi offro di nuovo a voi con un cuore ancor più vostro di quando l’avete quasi spezzato, otto anni e mezzo fa. Non osate dire che un uomo dimentica più presto di una donna, che il suo amore ha una fine più prematura. Ho amato soltanto voi.”

*Il saggio da cui è tratta le citazione è apparso per la prima volta in The Uncommon Reader, e funge da introduzione nell’edizione BUR Classici Moderni; la traduzione è di Mariarosa Bricchi.

0 Comments

  • LaLeggivendola

    10 febbraio 2015 at 8:59 PM

    Madonna la lettera di Wentworth. Madonna.
    Persuasione mi è piaciuto un sacco, anche se non quando Emma e Orgoglio e Pregiudizio. Si trova sul gradino appena più in basso accanto a Ragione e Sentimento. Ma a Anne non si può non voler bene.
    Però non ho apprezzato granché il film del 2005, l'ho trovato un po' troppo moderno nel linguaggio, troppo introspettivo. Ma ribadisco, il libro è <3 Ovviamente.

  • Pila

    10 febbraio 2015 at 9:49 PM

    Eccomi!! ^^
    Concordo con te, ammetto che Persuasione sia balzato sullo stesso scalino di P&P perchè davvero me ne sono innamorata come non mai: la lettera è qualcosa di unico *-* , Anne è una delle eroine che ho più amato, lo stile della zia Jane ha raggiunto il culmine in questo romanzo che risente dell'esperienza della scrittrice, con quel leggero senso di malinconia e rassegnazione, ma che entra nel cuore di tutte noi Janeites. Un happy ending meritato per Wentworth e Anne!! *-*

  • Pamela

    11 febbraio 2015 at 5:18 PM

    Quella lettera è… tanta roba. E io non sono una fanciulla che si commuove facilmente ç_ç
    Il film non l'ho visto, mannaggia, vedrò di recuperarlo.

  • Pamela

    11 febbraio 2015 at 5:27 PM

    Ovviamente trattandosi di zia Jane sapevo di avere tra le mani un capolavoro, ma… caspita. Mi ha lasciata in estasi per un bel po' <3 quella malinconia di fondo va a braccetto con le mie corde.
    Mi restano solo Emma e Mansfield Park… e poi?? Che farò?? Povera me T_T

  • Pila

    11 febbraio 2015 at 6:50 PM

    Io mi rileggo un suo romanzo all'anno per sopperire alla mancanza!!! *-*

  • Ludo

    11 febbraio 2015 at 6:50 PM

    Sono lieta che ti sia piaciuto Persuasione.

    Ho trovato interessanti le tue riflessioni riguardanti la vena di tristezza che permea il romanzo. Mi è capitato di leggere parecchia critica riguardante le opere della Austen e ricordo un punto di vista interessante. C'è chi pensa che Anne sia stata scelta così matura e adulta perché questo le avrebbe permesso — nel lieto fine — di vivere l'amore e la relazione con il Capitano Wentworth con maggiore consapevolezza e senza essere sfiancata da delle continue nascite. La Austen aveva davanti, infatti, l'esempio delle amate, giovani nipoti, sposate e madri giovanissime e indebolite nel fisico a causa dei numerosi parti.

    A me Mansfield Park piace tantissimo, anche se è molto controverso. Fanny è l'ultima eroina di un mondo fatto di riti e imperniato su costumi in decadenza e la Austen lo sapeva, ma l'ha scelta comunque. L'ho apprezzato davvero tanto.

  • Pamela

    12 febbraio 2015 at 6:35 PM

    Non avevo pensato a questa interpretazione, e in effetti è ragionevole. Mi piacerebbe moltissimo approfondire l'argomento.
    Credo lascerò Mansfield Park per ultimo, il tuo commento poi mi fa pensare sia una buona idea concludere così la lettura dei romanzi di Jane Austen ^^

  • Pamela

    12 febbraio 2015 at 6:36 PM

    Stavo già valutando di rileggere Orgoglio e pregiudizio, sono passati più di 10 anni dalla prima volta, sigh!

Chiacchieriamo?

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