Scatti in libreria #1

25 febbraio 2015

Nel corso delle mie esplorazioni in libreria sono solita fotografare i titoli che mi incuriosiscono, metodo molto più rapido del classico prendere appunti. Il risultato è una sorta di wishlist visiva, così mi è venuta la balzana idea di dare il via a una rubrica (di cui probabilmente nessuno tranne me sentiva la mancanza) in cui raccogliere questi po’ po’ di capolavori artistici (con tanto di piedi e braccia della sottoscritta che fanno capolino qua e là). Per la cronaca, dato che a febbraio ho acquistato libri come se non ci fosse un domani, sono tornata a casa a mani vuote, confortata dal pensiero che a marzo mancano pochi giorni U_U

Appassionata, volitiva e indomita, Sybylla Melvyn è una delle eroine più affascinanti della letteratura australiana. Piena di talento, dalla mente vivace e curiosa, la sedicenne Sybylla si sente in trappola nella fattoria dei genitori nell’entroterra australiano. Pur amando la vita nel bush, detesta la durezza e le fatiche fisiche che questa comporta. Il suo desiderio è poter coltivare i suoi talenti e il suo amore per la scrittura e i libri, il pensiero, la musica, ma soprattutto aspira a una vita dagli orizzonti aperti, ricca delle promesse di un grande futuro. La sua voglia di indipendenza si scontra con la mentalità misogina della società intorno a lei, che vede per una ragazza due sole opportunità: sposarsi o insegnare. Improvvisamente però tutto cambia e la ragazza viene mandata a vivere nella proprietà di sua nonna, dove viene corteggiata dal ricco e affascinante proprietario terriero Harry Beecham che le propone di sposarlo. Sybylla, pur attratta dall’uomo, si troverà a dover scegliere tra una vita convenzionale e i suoi piani per una “brillante carriera”. (Grado di desiderio ♥♥♥♥♥/5)

“Ogni settimana suonerò un pezzo di Claude Debussy. Sarà il mio modo di decorare la sua memoria, di riviverlo. Ripercorrerò la sua vita passo dopo passo, nota dopo nota”. È la primavera del 1918, Claude Debussy muore a Parigi. Claude-Emma, l’unica e amatissima figlia del compositore (cui dedicò i sei brani del Children’s Corner), decide di ripercorrere la sua storia attraverso la musica. Ha solo tredici anni. Morirà l’anno dopo di difterite. Damien Luce ricostruisce un diario immaginario di “Chouchou” – come era chiamata affettuosamente dal padre – attraverso cui rivivono le musiche, la vita, le storie personali e quelle di famiglia del musicista, il suo rapporto speciale con la figlia, il clima di paura e disperazione nella capitale francese ai tempi della guerra. Chouchou ricorda di quando era più piccola, quando passava il tempo sotto il pianoforte ad ascoltare il padre, in quella che era la sua “capanna” personale. Nel filo dei pensieri, filtrati da uno sguardo di tenerezza, le ombre della disgregazione si trasformano in luci di gioia in questo poetico e delicato omaggio all’amore celato dietro l’arte musicale del grande compositore. (Questo lo corteggio da un po’! Grado di desiderio ♥♥♥♥/5)

John Elliott è il parroco della chiesa inglese di San Giuseppe d’Arimatea, un edificio fatiscente con una congregazione di appena sedici fedeli. La scelta di John è stata guidata dalla volontà di seguire le orme del padre e dalla necessità di trovare un’occupazione, più che da un fervente spirito religioso, e negli ultimi anni è stata messa alla prova da una lunga catena di insuccessi. Tuttavia, spinto dal proprio senso di responsabilità, continua insieme alla moglie a provare a risvegliare l’interesse della comunità nei confronti della sua chiesa, organizzando cene di raccolta fondi ed eventi di beneficenza… Fino al giorno in cui Theo (il piccolo protagonista di Una luce nella foresta), cadendo con le mani su un cumulo di neve, lascia due impronte di sangue. Le ferite che mostra, circolari e perfettamente al centro dei palmi, si rimarginano ancor prima che il parroco abbia modo di chiamare aiuto. In seguito si viene a scoprire che il bambino mostra simili segni anche sui piedi e sul torace, segni che fanno pensare a chiodi e croci in legno e che da qualche tempo appaiono per svanire misteriosamente subito dopo. Di cosa si tratta? Qualcuno commette violenze sul ragazzo o la congregazione, e con essa il reverendo John Elliott, dovrebbe gridare al miracolo? E perché il precedente parroco è finito in un ospedale psichiatrico? In questa sua opera lo scrittore inglese ci regala ancora una volta la sua irresistibile ironia, al servizio di una storia macabra, velata di fede e di mistero. (M’ispira, ma forse è un po’ troppo dark per i miei gusti attuali. Magari lo prenderò più avanti. Grado di desiderio ♥♥/5)

Imogen Soames-Andersson e Ashley Walsingham si sono conosciuti a Londra nel 1916. Il loro tempo insieme è durato un battito d’ali, travolto dalla guerra e dalle convenzioni di un mondo al crepuscolo. I frammenti di questo amore, che ha resistito al distacco, sono sparsi ovunque, nascosti fra l’Inghilterra e le pendici dell’Himalaya, Parigi, Berlino e la Svezia. Molti anni dopo uno studente americano li cerca per trovare il filo che lo lega a Imogen e Ashley, e all’immenso patrimonio custodito da uno studio legale in attesa che qualcuno dimostri di esserne il legittimo erede. Per riuscirci ha soltanto due mesi. (Questo romanzo contiene la parolina magica: Londra 😉 scherzo! In realtà non sono del tutto convinta, la trama non mi sembra originalissima, ma ha qualcosa che mi intriga. La copertina è bellina. Grado di desiderio ♥♥♥/5)

Agata De Gotici vive in un enorme e spettrale palazzo con suo papà e una schiera di personaggi bizzarri e misteriosi. Una sera, l’incontro con il topolino fantasma Ismaele scatena una serie di imprevedibili eventi. E fra indagini, inseguimenti e piani segreti, Agata, insieme ai nuovi amici del Club della Soffitta, dovrà sventare un pericoloso intrigo. (Lo voglio! Lo voglio! Lo voglio! Da quando l’ho visto nel negozio della British Library, appena uscita dalla mostra Terror and Wonder, per l’esattezza. E’ appena stato tradotto, cosa che non mi sarei mai aspettata. Le illustrazioni sono mozzafiato e valgono da sole l’acquisto, credetemi. Non m’interessa sia per bambini, mai avuto pregiudizi a riguardo, anzi… Insomma, se non si è capito, lo voglio. Grado di desiderio ♥♥♥♥♥/5)

0 Comments

  • Pila

    25 febbraio 2015 at 10:08 AM

    Carinissima questa nuova rubrica Pam!!! *-*
    Anche io ho in wishlist La mia brillante carriera e L'ostina trascorrere del tempo, sembra molto carino anche La figlia di Debussy!!!
    Un bacio! <3

  • Nolwenn

    25 febbraio 2015 at 5:58 PM

    Oh ma la tua è un'idea geniale Pam! *-*

  • Ludo

    25 febbraio 2015 at 6:18 PM

    Allora, io con i romanzi di Paul Torday ho uno strano rapporto: mi ispirano moltissimo, ma non ho mai trovato davvero il coraggio di comprarli perché l'elemento 'strano' che si intuisce sempre in sinossi mi fa sempre tentennare.

    Quanto a Agata De Gotici ne ho sentito parlare da Prismatic310 (https://www.youtube.com/watch?v=C-fMz4xqU6s) M ispirerebbe anche, ma non è esattamente in cima alla mia wish list al momento.

  • Pamela

    25 febbraio 2015 at 8:51 PM

    Faccio di necessità virtù XD
    Ultimamente mi attraggono troppi romanzi, povera me T_T dovrei entrare in libreria con il carrello della spesa!

  • Pamela

    25 febbraio 2015 at 8:52 PM

    Nooo, semplicemente come dicevo a Pila faccio di necessità virtù, ahahahah

  • Pamela

    25 febbraio 2015 at 9:03 PM

    Nemmeno io mai letto nulla di Torday, e in effetti mi ritrovo perfettamente in quello che hai detto: mi attira, ma allo stesso tempo… non so. Prima o poi mi butterò per togliermi la curiosità!

    Seguo anch'io Federica Frezza ^_^ anzi, la adoro! Ho visto quel video e già, era tra le sue ultime letture! Se ti capita di vederlo in libreria sfoglialo, è incantevole. Ha quel tocco di gotico – infantile – romantico che immagino Tim Burton approverebbe.

E tu che ne pensi?

Prev Post Next Post