Via dalla pazza (folla): uomini, fuggite da lei, finché siete in tempo!

1 ottobre 2015
Blog post

Sono andata a vedere Via dalla pazza folla ben ricordando come la lettura di Tess dei D’Uberville mi avesse devastata per settimane. Capita di voler prendere a ceffoni il protagonista, e di bramare la possibilità di entrare nella storia e dirgliene quattro, perché non è possibile sia così cieco da scegliere sempre la strada sbagliata, anche se quella giusta è spianata, illuminata, e ha tanto di cartello lampeggiante “THIS WAY”. Il fatto è che con Hardy capita più del normale. Non ho ancora letto il romanzo, e non vi so dire quanto il film sia fedele; l’unica cosa che sapevo prima di vederlo è che la protagonista è considerata un’eroina forte e indipendente, ed ero sicura di tifare per lei.
Ahimè.
Prima di continuare, tenete presente che:

1) Se cercate una recensione seria, compita, tecnica, mi spiace miei cari ma non sarà questo il tono.
2) Se non volete spoiler, siete nel posto sbagliato, perché sarà spoilerosissima, quindi… sciò.
3) Se cercate chiacchiere tra ragazze munitevi di popcorn e se ne avete la possibilità mettetevi in pigiama.

Bene! Ripeto il concetto semmai non fosse chiaro: ***ALLARME SPOILER***

Qualche pillola: Via dalla pazza folla è tratto da un’opera di Thomas Hardy del 1874, Far From the Madding Crowd, e quest’adattamento è del regista Thomas Vittemberg. La protagonista, Bathsheba Everdene (interpretata da Carey Mulligam) è una giovane donna colta ma povera, con un’anima fiera e indipendente. Nessuno, però, mi aveva avvisata fosse anche incredibilmente presuntuosa; come se non bastasse, nonostante in innumerevoli occasioni dimostri di essere sciocca, il destino le sorride. Sempre. Se Tess era nata sotto una cattiva stella, Bathsheba no.

Primo evento: Gabriel Oak (Mathias Schoenaerts), di cui vi lascio un’immagine qua sotto così se non avete presente di chi sto parlando rimediamo subito, un fittavolo non solo benestante ma anche bravo bello e buono, s’innamora di lei e le chiede di sposarlo. Voi, fanciulle, cosa fareste? Guardate un attimo la foto… ecco, esatto. Per noi donne di buon senso (o dovrei dire sane di mente) il film si sarebbe concluso così. Tutte a nanna felici prima di mezzanotte.
Bathsheba no. Perché lo conosce appena. Perché lei, cara ragazza, dice di non essere adatta al matrimonio. Vi prudono le mani? Bene.

E poi? E poi il povero Gabriel in una tragica notte perde tutto quello che possiede. Bathsheba, invece, eredita la fattoria e la fortuna dallo zio. Vi prudono le mani? Benissimo. Il destino, si sa, è beffardo, e Hardy si diverte facendoli incontrare ancora, a ruoli ribaltati. Ma prima di ritrovarsi a lavorare per lei, Gabriel (d’ora in avanti il Santo) le salva pure la fattoria da un incendio che avrebbe distrutto il raccolto. Eh già.

Ma andiamo avanti. Mentre il Santo si fa il mazzo nei campi, Bathsheba stabilisce che non esiste che William Boldwood (Michael Sheen), vicino di fattoria e scapolo d’oro tanto corteggiato quanto incallito, non se la fili di striscio, nonostante non faccia che ripetere dall’inizio del film che lei proprio non ha alcuna intenzione di sposarsi. Non ci vuole molto, in realtà, perché cada ai suoi piedi, diventando William il Martire. Anche se, come immagino, tifate per il Santo (e non so darvi torto) credetemi che anche William merita tutta la nostra compassione. Ovviamente si dichiara, e ovviamente lei gli risponde a pesci in faccia. Niente, nemmeno lui, a quanto pare, è abbastanza da farla capitolare. Di nuovo, per noi donne di buon senso il film si sarebbe concluso qui: perché sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Ebbene, Bathsheba è diabolica e infrangere cuori è la sua professione. Tanto che nemmeno gli dice chiaramente no, ma lo lascia sperare. Vi prudono le mani? ASPETTATEH!

Non c’è due senza tre, mentre il Santo le sta vicino e la consiglia per il meglio (invano) e il Martire agonizza, ecco una new entry, che poi proprio nuova non è, dato che il subplot a lui dedicato affianca il principale fin dall’inizio. Si tratta del sergente Francis Troy (Tom Sturridge), che puzza di baldoria e ragazzaccio, ma che gliene frega a Bathsheba? Niente, perché le scatta l’ormone. Ma di brutto. E così, dopo aver rifiutato due ottimi partiti, sceglie l’unico squattrinato e scellerato (per non parlare di quei baffi inguardabili). *applauso*

Non ci mette molto a capire di aver commesso un errore colossale (forse forse inizia a svegliarsi) anche perché il caro Mr Gin non solo è dedito all’alcol e alle scommesse, è anche innamorato di un’altra (la cui tragica storia tralascio per motivi di spazio). Quando scopre che la ragazza che ha sedotto e abbandonato è morta, dà di matto, si butta in mare e annega. No, vabbè. Vi pare? Troppo facile così, non aveva ancora mandato in rovina del tutto quella sciocca di Bathsheba! Comunque sia, al Martire non sembra vero e torna alla ribalta, le organizza una festa di Natale da sogno e le dice chiaramente che non gli importa se accetterà di sposarlo per compassione. A lui basta che dica di sì, e farà qualunque cosa per renderla felice. Capite? Ma tenetevi forte perché c’è un colpo di scena. Mr Gin non è morto, se l’è spassata per un po’ credendosi il Fu Mattia Pascal, e torna a batter cassa. Perché, gente, mica si pagano da soli i conti in osteria.

Ditemelo che state godendo! Perché sì, Bathsheba se lo meriterebbe proprio, su.

E invece no. Perché il Martire, impazzito (chissà per colpa di chi) sbrocca del tutto e… gli spara. Ottima mira, se ve lo state chiedendo. E così… Bathsheba è libera. Liberissima. Mentre il Martire finisce in prigione. Se non vi prudono le mani, lo so, è perché ormai ve le sarete strappate, così come qualche ciuffo di capelli.

Come si concluderà, secondo voi? Fate uno più uno… o meglio, tre meno uno.

No, la vita non è giusta.

0 Comments

  • Lily

    1 ottobre 2015 at 6:02 PM

    L'avevo visto quest'estate in lingua originale, e tranne che per i costumi, la fotografia, la colonna sonora che sono sublimi,( insieme a quel bel pezzo di ragazzuolo di Mathias Schoenaerts che ci mette il suo carico da novanta ),ho passato l'intera ora sperando che alla protagonista venisse un colpo apoplettico, e ahimè..invece no XD
    Più che donna indipendente e forte, mi è sembrata solo molto capricciosa, volubile, e senza dubbio tanto ma tanto fortunata (visto il partito che si è aggiudicata xD)

  • Pamela

    1 ottobre 2015 at 11:47 PM

    Non sai quanto mi consoli, perché quasi quasi mi sentivo in colpa XD continuavo a pensare di essermi persa qualcosa! Dovrò assolutamente leggere il romanzo, se non altro per scoprire se Bathsheba è dipinta in una luce migliore ^^
    Concordo anche su costumi, fotografia e musica: un incanto!

  • Anonimo

    6 ottobre 2015 at 9:52 PM

    Il romanzo l'ho letto e, a parte una traduzione fantasmagorica (che ti delizierà con perle di rara bellezza come "Il suo damo", Giuseppe Poorgrass , le garguglie e il cariglione), lei è molto peggio che nel film…MOLTO PEGGIO. E Il Martire è ancora più tappeto persiano. Tant'è che per me è diventato Il Poro Boldwood. Be Brave quando lo leggerai.

  • Lily Pond

    7 ottobre 2015 at 7:01 PM

    Se speri che Batsheba, soprannominata Batscema, migliori nel romanzo e che il personaggio quindi sia stato appiattito da una sceneggiatura troppo sbrigativa ti sbagli di grosso, anzi se possibile il film le ha fatto solo un favore addolcendo un po' la sua figura. È assolutamente insopportabile, presuntuosa, e si crede la meglio del paese se non dell'Inghilterra intera. Se penso che viene indicata come un'eroina femminista… *sigh* la povera Jane si chiude in soffitta insieme a Bertha per non sentire tutte queste scempiaggini! xD

  • Pamela

    8 ottobre 2015 at 7:41 PM

    Oddei, non so se riuscirò a sopportare orrori del genere *_* ma come si fa? Tanto per peggiorare una situazione già di per sé difficile (il Martire ancora più Martire??). Hai ragione, avrò bisogno di molto, molto coraggio.

  • Pamela

    8 ottobre 2015 at 7:48 PM

    Batscema LOL muoio!!!
    Mi sta un tantino passando la voglia di leggerlo, lo ammetto… non sopportare la protagonista non è un buon punto di partenza. Mi sa che mi ci chiuderò anch'io in soffitta con Jane e Bertha!

Chiacchieriamo?

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