Macbeth: Ode a Fassbender

20 gennaio 2016
Blog post

Dal punto di vista letterario e cinematografico il mio 2016 è iniziato con i fuochi d’artificio grazie a Macbeth. Sempre sia lodato Shakespeare, che venero da quand’ero una tenera fanciulla, e Michael Fassbender, grandissimo figo  attore che sembra nato per svolgere ruoli di questo genere. A dire il vero, il Fassy è perfetto come protagonista di tutti i miei romanzi preferiti. Ecco, se mai trovassi il famoso genio della fantomatica lampada, uno dei desideri che potrei chiedergli di esaudire sarebbe questo. Sigh!

Dunque, Macbeth. Lo confesso candidamente, non avevo ancora letto questa tragedia del Bardo, sebbene da tanto mi ripromettessi di farlo. Grazie all’uscita del film ho accelerato i tempi, e il primo gennaio 2016 mi ha vista a letto, in pigiama, in una sanguinosa Scozia basso-medievale. Ricordo che al liceo la prof. d’inglese ce ne parlò come di un’opera molto dark, e le sue parole hanno trovato riscontro sin dai primi versi. Streghe. Tempesta. Sangue. Non concede attimo di respiro, o di speranza, e la luce nel protagonista viene subito oscurata dalla lady nera per eccellenza, che fa leva sui desideri più oscuri del marito, spingendolo a soffocare in loro nome ogni senso di colpa. Inizia così la sua discesa all’inferno nello stesso momento in cui inizia la sua scalata al potere.

Non credo sia necessario raccontarne la trama, in caso lascio il link alla pagina wikipedia. Come sempre in questi casi mi sento vagamente a disagio nel parlare con il consueto tono leggero del blog di un capolavoro di tale portata. Del resto, se qualcuno è alla ricerca di un’analisi critica, sono io stessa a consigliargli di dirigersi verso più accademici lidi. Preferisco parlarne di pancia, segno tangibile del fatto che l’ho amato. E’ un’opera che fa male, certo, e disturbante. Forse la più disturbante di Shakespeare tra quelle che ho letto sinora. Non ci sono eroi, e nemmeno anti-eroi. Macbeth si macchia di un crimine orrendo, e nel momento in cui il suo onore e la sua anima si tingono di rosso, per lui non ci sarà più alcuna speranza, e il senso di colpa lo condurrà inevitabilmente alla follia. 

Sono uscita dalla sala del cinema pensando che il mio caro Will sarebbe fiero dell’adattamento cinematografico di Justin Kurzel. Sebbene sia fedelissimo all’originale (tanto che mi ha stupita, dato che mi ero immaginata una versione più che altro ispirata) riesce a ritagliarsi i propri spazi interpretativi, come è naturale e giusto che sia. Le streghe, per esempio, sono presentate in una veste diversa, meno caricaturale. C’è una sorta di rassegnazione in loro, e più che simboli del maligno sembrano farsi portavoce del fato. O forse, chissà, la loro rassegnazione è legata alla conoscenza delle debolezze della natura umana.

source

Ok. Parliamo del Fassy. Tanto lo so che ve ne frega solo di lui. SCHERZO XD. Siamo tutte intellettuali, it goes without saying. Ebbene, mie care, il Fassy è un Macbeth da brivido che riesce a trascinarti nella sua discesa negli inferi del peccato e della follia. Non è mai “troppo”: non avrei tollerato un Macbeth esasperato, urlato, e forse proprio per questo ha un impatto così forte sul pubblico, partecipe della sua lacerazione interiore. A quest’uomo basta uno sguardo. Gosh.
…e Lady Macbeth? Ero scettica, inizialmente. Non riuscivo a vedere Marion Cottilard in questo ruolo, e invece mi sono dovuta ricredere. La sua bellezza angelica anziché essere un limite contrasta con il suo animo oscuro, e devo ammettere che è stata sopraffina nel lasciarne intravedere le crepe.

source

Insomma, nessuna critica da fare. Colonna sonora e fotografia lasciano senza fiato, e ho apprezzato la conclusione dominata dal colore rosso, come si addice ad una storia che inizia e trova la propria fine nel sangue. Anche il finale aperto, e terribile, è giustificato e non banale. Di più non voglio dire… quindi, se ancora non l’avete fatto, leggete Macbeth, e poi filate dritte al cinema, perché:

1) Non è vero che Shakespeare è fuori portata, lo si può approcciare anche da soli;

2) le opere di Shakespeare nascono per il teatro, quindi leggerle e basta toglie loro l’anima;

3) Ok, se non vi ho convinto sinora, mi gioco l’ultima carta:

source

0 Comments

  • Parole di Panna

    21 gennaio 2016 at 1:50 PM

    Shakespeare+la mia tragedia preferita + SassyFassy…. Ciaoooooooo ❤️❤️❤️❤️❤️
    Inutile dire che ho aspettato questo film da quando ho saputo che lo stavano girando! Amo Macbeth, è così crudele, oscuro, sanguinoso e allo stesso tempo magicamente perverso, perché sai che lui e la moglie sono il peggio del peggio ma non puoi fare a meno di amarli.
    Questo adattamento è davvero molto fedele alla tragedia, molto intenso. io mi sono sentita come risucchiata nello schermo e trasportata in quell'oscuro medioevo. Allo stesso tempo ha qualcosa di molto moderno perché probabilmente lo straniamento di Macbeth e la sua perdita di ragione potrebbero essere simili a coloro che combattono anche oggi.

    Parliamo poi di LUI???? No…meglio di no… Lui è… è…. Ecco, è. Punto. ❤️❤️❤️❤️❤️

  • Pamela

    23 gennaio 2016 at 10:57 AM

    No, appunto, ciaoooooo ❤️❤️❤️❤️❤️ come dicevo quassù, il Fassy è nato per questi ruoli!!
    La mia tragedia del cuore rimane Hamlet, ma ho amato moltissimo anche Macbeth, sebbene sia più dolorosa, e mossa da sentimenti così oscuri. Davvero, sia durante la lettura che nel corso della visione ho avuto la netta sensazione fosse una discesa negli inferi.

  • Siannalyn

    6 ottobre 2016 at 7:46 AM

    Io questo film me l'ero persa, ma devo assolutamente rimediare!!!!! *__*

  • Pamela

    6 ottobre 2016 at 5:40 PM

    Devi, carissima, devi 😉 è un capolavoro!

Chiacchieriamo?

Post precedente Post successivo