Come si scrive un romanzo?

15 febbraio 2016
source

Nella maggioranza degli articoli e saggi che ho letto a riguardo la risposta alla domanda del titolo è “semplice”: per scrivere un romanzo, prima bisogna pianificarlo. Si sviluppa l’idea, la si spalma per un tot di capitoli, si costruiscono i personaggi (che l’autore deve conoscere come le proprie tasche) e quando è tutto chiaro, si può iniziare a scrivere. Sembra una ricetta sensata, ma quello che posso dire, nel piccolo della mia esperienza, è che non è detto calzi bene a tutti. A me, per esempio, va molto stretta. Come un paio di jeans di due taglie più piccole: ti stendi sul letto a pancia in su ingaggiando una lotta corpo a corpo con la zip. Perché soffrire se semplicemente quei jeans non fanno per te?

Al momento sono alle prese con una storia lunga, la prima lunga che porterò a termine. Tutto è nato da un…” e se, cosa succederebbe”? Poi è arrivata la protagonista femminile, in seguito il protagonista maschile – un po’ timidi, all’inizio – e ho saputo come si sarebbe conclusa. Li ho voluti conoscere, ovviamente, prima di iniziare a parlare di loro, ma, e lo dico sul serio, come si può pretendere che si svelino così, in una volta, come nulla fosse? Non sto parlando da ingénue e non intendo dire che sia meglio improvvisare che progettare. Lungi da me. La pianificazione di un romanzo è necessaria, per quanto mi riguarda però è solo una bozza, un percorso a matita di cui mi è chiara la meta, ma il resto può cambiare. Come le scale di Hogwarts, è in continuo movimento (quanto mi piace usare questa similitudine). I personaggi hanno il loro caratterino, e a volte s’intestardiscono e non vogliono saperne di seguire il tracciato che hai in mente. Ho notato che è meglio dar loro retta, altrimenti il risultato sarà plasticoso, forzato. Mi è capitato di dover cancellare dei passaggi che non li convincevano. Del resto non è davvero la mia storia: io sono solo una portavoce.

Non sono dell’avviso che la scrittura cada dal Cielo come una manna. Richiede lavoro e sudore della fronte, sempre e comunque. Per lo meno la prima stesura, però, ha bisogno di un po’ di follia. Di quell’emozione che si prova quando ci si tuffa: non sai come sarà l’acqua, e c’è quella frazione di secondo prima di sprofondare in cui ti prende quel brividino allo stomaco. Poi ci sarà tutto il tempo di aggiungere, togliere, limare, ecc ecc. Scrivendo sotto l’impulso di quel brivido, però, la storia a mio avviso ha tutto un altro sapore.
Ovviamente, ciò vale per me. E voi, cosa ne pensate?

0 Comments

  • Angiemela

    15 febbraio 2016 at 12:09 PM

    Mi ritrovò tantissimo in quello che hai scritto! Sono anni che la mia storia continua a cambiare pur restando in fondo sempre la stessa, più che altro non smette di perfezionarsi e mi sento impossibilitata a fissare una scadenza perché.. Semplicemente la storia fa di testa sua! XD Vedremo se è quando si deciderà a lasciarsi finire ^^ Spero invece la tua sia pronta presto, perché non vedo l'ora di leggerla!! *_*

  • Angiemela

    16 febbraio 2016 at 1:34 PM

    Questo commento è stato eliminato dall’autore.

  • PattyOnTheRollercoaster

    16 febbraio 2016 at 2:54 PM

    Sai, non vedo l'ora di sapere di più sul tuo romanzo *.* Ci darai qualche aggiornamento o lo vedremo solo quando arriverà nelle librerie?
    Comunque capisco cosa intendi quando dici che i personaggi si muovono per conto loro o la trama sembra piegarsi verso strade inaspettate. Capita anche a me, e anche io penso che in quei casi ci sia da seguire l'istinto!
    Di solito io parto da un'idea, un'ipotesi. Sono in giro a fare nulla di particolare e d'un tratto qualcosa mi colpisce e mi domando: "Cosa succederebbe se esistesse una metropolitana fantasma che passa ogni notte all'una e un giorno qualcuno ci salisse?" o, "E se trovassi un misterioso codice da decifrare sul fondo di questa tazzina di caffé?". E lì la mia mente parte. Quando decido poi di sviluppare l'idea so a grandi linee come andrà e faccio un abbozzo di trama, ma nulla che non possa essere modificato a seconda dell'ispirazione.
    Spero che tu ci tenga aggiornati sul tuo libro, e in bocca al lupo! ^^

  • Pamela

    19 febbraio 2016 at 10:23 PM

    … magari Patty XD grazie per la fiducia comunque! In realtà non so nemmeno io cosa ne farò. Sono propensa all'auto-pubblicazione (previo editing, se si fanno le cose bisogna farle per bene ^^) ma per il momento non ci penso troppo. Non è, come dire, "il romanzo della mia vita", è soltanto una storia che mi è balzata in testa, un giorno, e per una volta ho deciso di provare a percorrerla fino in fondo. Ecco, il traguardo più importante, per me, sarà proprio… finire qualcosa ^^ con i racconti mi viene più semplice, è nel cammino lungo che tendo a perdermi. Credo sia normale, del resto!
    p.s. "Cosa succederebbe se esistesse una metropolitana fantasma che passa ogni notte all'una e un giorno qualcuno ci salisse": oh my God, leggerei questa storia ora, seduta stante *_*
    in bocca al lupo anche a te <3

  • Pamela

    19 febbraio 2016 at 10:29 PM

    Esatto *_* guarda, mi sono imposta di finirla quanto prima perché ho davvero bisogno di mettere un "the end". Vorrei dedicarle più tempo, purtroppo il mio impegno è altalenante. Anch'io non vedo l'ora di leggerti <3 dai, sforziamoci di domare le nostre storie!

  • Angiemela

    20 febbraio 2016 at 1:21 PM

    Non parliamo di impegno altalenante, sigh, è il mio tallone d'Achille xD Però sono proprio affezionata alla storia perché mi accompagna da quando ero piccola, e forse anche per questo non voglio mettermi fretta, voglio che venga bene (o almeno non troppo male xD) Dai, con il sostegno reciproco possiamo farcela! 😀

  • Pamela

    21 febbraio 2016 at 11:32 PM

    In questo caso è più che comprensibile!! Non ho un legame così forte con la storia che sto scrivendo, ha solo qualche mese di vita… le voglio bene comunque, ovviamente ^^ (ma ho già in mente la prossima, che scalcia per venire al mondo *_*)
    p.s. sì, sosteniamoci <3

  • Amelia Malory

    25 febbraio 2016 at 10:47 AM

    Visto che l'argomento mi interessa molto e stavo curiosando sul tuo blog per via del link party e per il tuo commento al mio blog, mi esprimo a proposito.
    Io sto scrivendo una storia, un libro primo di una saga, da secoli, e in ciò che dici mi ritrovo davvero. Certo, ho alcuni punti fissi nella trama. Tipo: deve accadere questo e quello. Però quando si tratta dei personaggi, non immagino mai già cosa diranno ma li lascio parlare sul momento. Oppure aggiungo altri personaggi nel corso della storia, aggiungo un elemento in più e delle volte lo tolgo. La pianificazione per filo e per segno è utile solo quandosi è certi di tutto. Di solito tendo anche a scrivere letteralmente di capitolo in capitolo, organizzandoli per fa sì che "i questo e i quello" programmati accadano.

  • Pamela

    25 febbraio 2016 at 10:49 PM

    Grazie per essere passata e per il tuo commento, è bello confrontarsi! Mi rincuora leggere di non essere la sola a procedere in questo modo. Un tempo mi sentivo quasi in colpa, come al liceo quando scrivevo direttamente il tema senza fare la scaletta perché mi veniva meglio così 😉
    Anche a me succede di lasciar parlare i personaggi sul momento, e ho notato che sono i pezzi che mi vengono meglio e che mi diverto più a scrivere, mi sento quasi una spettatrice ^_^

E tu che ne pensi?

Prev Post Next Post