A casa di Dickens

22 giugno 2016

Durante il mio soggiorno a Londra, ho avuto la possibilità di godere di un cortese invito a cena da parte di Mr Dickens.

Cari Last Century Readers, tranquilli, non sono impazzita, non del tutto almeno 😉 Volevo solo provare l’ebbrezza di sentire come suona. Del resto, non è del tutto falso. Sono stata davvero a casa sua, un paio di settimane fa. Per la cronaca, al n. 48 di Doughty Street nel quartiere di Bloomsbury, dove si trova l’unica dimora dickensiana rimasta a Londra, trasformata nel Charles Dickens Museum.

Lo scrittore visse qui solo dal 1837 al 1839, ma furono anni molto importanti durante i quali scrisse tre dei suoi capolavori: Il Circolo Pickwick, Nicholas Nickleby e Oliver Twist. Era un Charles ancora molto giovane, che non solo stava iniziando a farsi strada nella scena letteraria, ma che aveva da poco, come si suol dire, messo su famiglia. Parte dell’emozione di visitare quello che fu un luogo così privato e intimo consiste proprio nell’immaginare ciò che ogni lettore sa ma tende a dimenticare quando si immerge in una storia, ovvero che un romanzo non si scrive da sé. La penna da cui è uscita ne ha una tutta sua, caratterizzata da una vita famigliare costellata da gioie e dolori, e di un quotidiano  fatto di intimità in cui il pubblico non è previsto. All’epoca, si sa, veniva un tantino più facile, non essendo il privato minato dall’attuale follia per la condivisione estrema, che a molti, appunto, scappa di mano, che si tratti di celebrities o emeriti signori nessuno.

Inutile, forse, sottolineare come si tratti di un’esperienza unica per chiunque ami il periodo vittoriano: è come fare un viaggio nel tempo, in risposta a quelle volte in cui avete pensato di essere nati nel secolo sbagliato 😉 Non tutto, naturalmente, è appartenuto a Dickens, ma la ricostruzione è fedele, e comunque il museo vanta moltissimi pezzi originali, tra cui lo scrittoio che vide nascere le meraviglie sopra citate.

Dal 3 maggio al 20 novembre è in atto la mostra dedicata alla moglie Catherine. Come dev’essere stato stare accanto a un romanziere così illustre? Di certo non fu una passeggiata, e pare che Dickens, sebbene amorevole, fosse piuttosto autoritario anche nella gestione della casa, ambito un tempo strettamente femminile. Lo sapevate, tra l’altro, che nonostante fu un matrimonio d’amore, il caro Carlo la lasciò dopo più di trent’anni per un’altra donna? Una giovanissima attrice, per l’appunto. Insomma, i vittoriani non erano immuni alla crisi di mezza età.
Ma bando alle ciance, vi lascio alcuni scatti di questa bella esperienza.


 

 

 

 

0 Comments

  • Angiemela

    22 giugno 2016 at 5:34 PM

    Ma che bella casa!! *_* Non ho avuto occasione di vederla quando sono stata a Londra, ma appena ci torno (spero presto!) non me la faccio sfuggire *_*

  • Luz

    23 giugno 2016 at 11:09 AM

    Meraviglioso reportage! E' una casa splendida, molto ben tenuta e valorizzata. Gli inglesi sanno riconoscere i propri valori.
    Non sono mai stata a Londra, ma sto organizzando un tour fra le case dei grandi scrittori e scrittrici che ho amato e amo.

  • Pamela

    23 giugno 2016 at 4:42 PM

    Ti auguro sia prestissimissimo <3 Non puoi proprio lasciartela sfuggire! Se non ci sei mai stata ti consiglio anche la casa-museo di Sherlock Holmes, nonostante si tratti di un fake, mentre la visiti hai l'impressione che Sherlock potrebbe rientrare da un momento all'altro 😉 splendida!

  • Pamela

    23 giugno 2016 at 4:48 PM

    Allora ti consiglio un libro che potrebbe fare al caso tuo: "La scrittrice abita qui" di Sandra Petrignani, pubblicato da Neri Pozza (anche se il viaggio in questo caso è ancora più esteso, ma si può sempre sognare ^^)

  • Paola C.

    28 giugno 2016 at 1:13 PM

    Stupendo! Mi hai fatto un gran regalo lo sai? Dickens è tra i miei scrittori preferiti, uno di quelli con cui avrei voglia di fare due chiacchiere davanti ad una fumante tazza di thé….Quando a ottobre sono stata a Parigi ho voluto subito fare tappa alla casa di Victor Hugo, che è diventata anche in questo caso museo. Purtroppo sono capitata nel giorno sbagliato, c'era un cartello che diceva "Siamo spiacenti, ma il Signor Hugo non è in casa di lunedì". Un gran peccato 🙁

Chiacchieriamo?

Prev Post Next Post