Me, myself and Jane Austen

6 settembre 2016
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Scrivo questo post con duplice gioia. Innanzitutto settembre è finalmente arrivato, e anche se l’estate terminerà tra un paio di settimane e fa ancora troppo caldo per i miei gusti, hey, guardiamo il lato positivo. Parlo a nome degli haters dell’estate, of course.

Il secondo motivo di gaudio è che ho mantenuto una promessa fatta a me stessa a inizio anno, ovvero leggere l’ultimo romanzo di zia Jane che mi mancava per essere una Janeite doc, Mansfield Park. Gaudio accompagnato da un senso di Vuoto e malinconia, quel sentimento che si accompagna alla consapevolezza che non ci sarà una nuova eroina austeniana con la quale trascorrere liete ore di arguta lettura. E a proposito di eroine… mi sono chiesta più volte che ne sarebbe stato di me se mi fossi trovata nei loro abiti impero. Ah, i quesiti esistenziali che occupano la mia mente! La risposta ha richiesto molta onestà da parte mia. Perché ovvio che mi piacerebbe crogiolarmi nella descrizione che la Austen ha fatto di Elizabeth Bennett, “as delightful a creature as ever appeared in print”. La realtà invece è assai amara: sarei un completo disastro. Le dinamiche di socializzazione che tanto mi divertono in veste di lettrice mi ridurrebbero a un fascio di nervi in un breve lasso di tempo.  Altro che Mrs Bennett. La frequentazione dei vicini, le visite di cortesia, la vita di società, le chiacchiere da salotto… per non parlare dell’urgenza di trovare marito prima della “data di scadenza”, che non era vaga e a discrezione dell’interessata. Se ripenso a com’ero a vent’anni, l’unica definizione che mi viene è in alto mare. In tutti i sensi.

Una riflessione tira l’altra, e prendendo in esame le protagoniste dei romanzi di zia Jane, ho dovuto prendere atto di una dura verità: sono un mix di tutti i loro difetti. Sul serio.
1) Elizabeth Bennett: pregiudizi? Ne abbiamo. Tutti d’accordo sul riscatto di Darcy, ma ammettiamolo: fino ad un certo punto è parecchio irritante. Mi fa venir voglia di colpirlo con la racchetta elettrica per le mosche fino a sgualcirgli se non l’aplomb, per lo meno la redingote. Troppo impettito, troppo orgoglioso, e quel commento sulla mia bellezza passabile non glielo avrei mai perdonato. Mai. Insomma, temo che i miei pregiudizi mi avrebbero precluso inesorabilmente Pemberley.

2) Tra le sorelle Dashwood, mi rivedo in Marianne (sebbene qui mi vantassi di essere un mix di entrambe). In ambito sentimentale, sono impulsiva e passionale come lei, per non parlare della totale incapacità di celare antipatie. Quando riesco a tenere a freno la lingua, la mia faccia parla al posto suo. Suppongo pertanto non godrei di grande popolarità, mettiamola così, anche perché in ogni romanzo austeniano le protagoniste sono circondate da sciocche oche giulive, specie alla quale sono incurabilmente allergica. Per non parlare del fatto che non so, davvero, non so se sarei riuscita a sopravvivere al cuore spezzato: dannato Willoughby. Non avrei avuto così la possibilità di innamorarmi del colonnello Brandon: terribile! E’ il mio personaggio preferito in Ragione e sentimento, e l’avrei amato molto più di quanto a mio avviso riesca a fare Marianne (che francamente mi ha dato l’idea di sposarlo più per rassegnazione che per amore). In ogni caso, come dicevo, dubito mi sarei ripresa a sufficienza. Secondo voi esistevano le gattare all’epoca di zia Jane?

3) Emma: ho promesso di essere sincera, apprezzatelo! Sebbene sia l’eroina che ho amato di meno (anzi, in alcuni frangenti ammetto di averla detestata) ammetto di essere un pochino snob come lei. Ok, l’ho detto.

4) Anne: in questo caso nessun difetto pervenuto, anche perché la conosciamo già maturata. Per un’errore di gioventù ha rischiato di perdere il vero amore, d’accordo, ma è anche riuscita a riprenderselo. Al posto suo non avrei commesso il medesimo “sbaglio”… il capitano Wentworth non me lo sarei mai, mai lasciata sfuggire. Ah, che uomo! Pazienza non avesse ancora solide garanzie da offrirmi. Peccato solo che accettando la sua prima proposta non avrei ricevuto La Lettera Che Ogni Donna Vorrebbe Ricevere, quella che inizia con I’m half agony, half hope.

5) Fanny: sapete che si dice di chi è troppo buono? Esatto. Alla sua età, sebbene due secoli dopo, non ero molto diversa. Peccato non mi ritrovi nella sua assennatezza e capacità di giudizio: a quanto pare con queste eroine condivido i difetti, non i pregi. In sintesi (colpo di scena) avrei accettato la proposta di matrimonio di Crawford. Nonostante la sua prima condotta esecrabile, sono sicura che Fanny stesse davvero facendo emergere la sua parte migliore. In tutta onestà, lo preferisco di gran lunga a Edmund, che non ha fatto che tediare la povera cugina per le quattrocento e oltre pagine di Mansfield Park con le sue paturnie riguardo a Mary, per poi arrendersi in extremis all’evidenza che non fosse esattamente l’emblema della virtù, e rivolgere il suo amore a Fanny. Bravissimo, Edmund! Tu sì che ci sai fare con le donne!

Ora che ho confessato, tocca a voi: fuori la verità, tutta la verità, soltanto la verità 😉
Vi lascio dunque con la speranza di leggervi qui sotto (è vostro dovere confortarmi) e con la promessa di un nuovo post su questo tema.

***to be continued***

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0 Comments

  • Angiemela

    6 settembre 2016 at 2:24 PM

    Io penso che sarei sopravvissuta all'infanzia in quell'epoca solo se fossi nata ricca o quantomeno benestante… xD Detto questo, mi sarei sentita molto a mio agio nei panni di Emma: non perché sia snob, ma per l'indipendenza e le idee sul matrimonio! xD Poi anch'io combino pasticci e fraintendo le situazioni molto spesso. Forse tra le altre eroine mi somiglia particolarmente soltanto Elinor…e un po' Anne. Le altre o sono troppo espansive o troppo remissive xD

  • Parole di Panna

    6 settembre 2016 at 8:41 PM

    Ti adoro anche quando mi fai sentire una ignorantona completa! Professo tanto il mio amore per la letteratura inglese, e poi mi rendo conto, leggendo il tuo past che di zia Jane ricordo bene solo Orgoglio e Pregiudizio e Northanger Abbey…tutto il resto o non l'ho letto, o è avvolto nella nebbia dei libri dimenticati…devo rimediare!!

  • Anonimo

    7 settembre 2016 at 12:05 PM

    Tanto per cominciare, complimenti! Ribadisco. Sei davvero troppo simpatica!!!! Avrai anche tanti difetti (di solito chi ne ha tanti non lo dice o non se ne accorge), ma di sicuro hai l'enorme pregio di saper scrivere e di farmi ridere come una matta…Io credo di essere un mix di Marianne (eterea, romantica e un po' ingenua) e Elizabeth (passionale e senza peli sulla lingua). Insomma, una bomba a orologeria. Come ti capisco quando parli di Wentworth. E' il personaggio maschile della Austen che più ho amato e quella benedetta lettera…mi fa venire i brividi tutte le volte che la rileggo. Meravigliosa!!!! No, io in quel periodo non avrei saputo starci, con quella folle corsa a trovar marito praticamente in età adolescenziale.Ely

  • Pamela

    12 settembre 2016 at 3:13 PM

    La classe sociale l'ho data per scontata 😉 considerate le condizioni di vita di quelle povere dubito fortemente anch'io che avrei superato l'infanzia!

  • Pamela

    12 settembre 2016 at 3:16 PM

    Ma quale ignorantona 🙂 parliamo del fatto che non ho letto praticamente nulla di Dickens e della Gaskell, giusto per dire due nomi? Guarda, se mi metto ad elencare tutte le mie lacune ne esce un post chilometrico XD

  • Pamela

    12 settembre 2016 at 3:26 PM

    Grazie, carissima <3 mi diverto molto scrivendo alcuni post, cerco di unire letteratura, leggerezza… e un po' di auto-ironia 😉
    Marianne + Elizabeth è un bel mix in effetti XD saresti stata un'eroina Austeniana indimenticabile!
    p.s. Quella Lettera. Mamma mia.

Chiacchieriamo?

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