Il Castello Blu di Lucy Maud Montgomery

13 luglio 2017
Blog post

Capita di incontrare la persona giusta al momento giusto. Capita anche con i libri. Ricordo di aver letto un romanzo in cui alla protagonista si materializzava (in senso letterale, non metaforico) il libro appropriato per ogni situazione. Purtroppo non ho questo potere, perciò quando si manifesta tale fortuna benedico la santa protettrice delle mie letture (che mi piace immaginare con le sembianze di Rory Gilmore).

Il romanzo in questione è Il Castello Blu di Lucy Maud Montgomery, la celebre autrice della saga di Anna dai capelli rossi. Se non avevate mai sentito parlare di questo romanzo è perché, sebbene sia del 1926, è appena stato pubblicato per la prima volta in Italia grazie alla Jo March, casa editrice che non smette di regalarci gioie, riportando alla luce tesori nascosti altrimenti destinati a rimanere nell’oblio (almeno nel panorama editoriale italiano, dove invece, chissà come mai, i fenomeni editoriali più beceri proliferano come l’amanita muscaria). L’emozione con cui mi sono immersa nella lettura è anche legata alla penna che l’ha tradotta, Elisabetta Parri, uno degli splendidi regali che mi ha fatto il blog, grazie al quale ho conosciuto anime splendide con cui condividere questo folle amore per la letteratura.

Leggere Il Castello Blu, come vi dicevo, ha avuto un effetto balsamico sul mio cuore. Vengo da settimane molto cupe che mi hanno tolto anche il piacere di perdermi tra le pagine di un libro. Il castello blu me l’ha restituita con gli interessi: l’ho divorato in una giornata, arrivando a leggere le ultime righe seduta al ristorante, in barba al galateo (i lettori dovrebbero averne uno a parte). Cos’ha di così speciale? Tutto, fidatevi, ma partiamo dalla protagonista, Valancy Stirling: 29 anni, zitella in un’epoca e in un contesto sociale in cui esserlo aveva tutte le connotazioni negative che, almeno da un punto di vista lessicale, sono state cancellate dal termine single. Quando esserlo era una vergogna per una donna e la privava di ogni valore. A questo dramma, aggiungiamo una famiglia che non perde la minima occasione di sottolineare il suo stato e metterla in ridicolo. Come si sopravvive a un incubo del genere? Valancy ha trovato una via di fuga nel suo castello blu: un palazzo immaginario dove si rifugia sin da piccola ogni volta che ne sente il bisogno.

Lucy Maud Montgomery in uno scatto del 1922, in vacanza a Bala. (source)

Arriva un giorno, però, in cui non riesce più a raggiungere il suo paradiso interiore e si vede dispiegare davanti a sé il grigiore di un’esistenza vuota, segnata dall’amarezza. Tutto è semplicemente troppo, e nulla abbastanza potente da salvarla, neppure la fantasia. Ma accade qualcosa che spinge Valancy a dare una svolta alla sua esistenza: le viene diagnosticato un grave problema cardiaco che non le lascia molto da vivere. Non è l’idea della morte imminente a spaventarla, ma la consapevolezza di non aver vissuto davvero, soggiogata dalle convenzioni e da una famiglia opprimente. Questa notizia, invece di atterrirla, funge da defibrillatore, e decide di riappropriarsi di se stessa e di ogni singolo istante che le rimane. Ed è qui, miei cari, che viene il bello: nel momento in cui si rende conto di non avere nulla da perdere, inizia a vivere sul serio. Abbandona i suoi familiari (che, ignari di tutto, credono sia uscita di senno) e con loro ogni freno imposto da paure vuote e sterili come le convenzioni che le hanno generate e inizia a dare senso alla sua vita rendendosi utile a Cissy Gay, una ragazza ammalata che vive ai margini della società. C’è un detto che amo molto secondo cui se non cambi nulla, nulla cambierà: viceversa, aggiungo io, un piccolo cambiamento può portare molto lontano. La nuova Valancy diventa irriconoscibile agli occhi di tutti, e se non mi fossi trovata, a quel punto della storia, in un luogo pubblico, mi sarei lanciata in un tifo da stadio, urlando cose come falli neri e Valancy sei tutti noi (ragazzi, abbiate pietà, sono stata allo stadio due volte perché costretta per far piacere a Marco). La verve della Montgomery mi ha fatto pensare alla cara zia Jane, una zia Jane che però ha aumentato il carico di ironia, infatti Valancy osa dire ciò che le sue eroine, anche quelle dotate di una lingua particolarmente pungente, avevano taciuto. Ebbene, credo che prendere esempio da lei possa essere una buona cura a tutte le patologie psicosomatiche legate all’inghiottire troppi rospi per il cosiddetto quieto vivere. In una parola: liberatorio!

E così Valancy sboccia come quel roseto nel giardino che proprio non voleva saperne di fiorire finché non si è decisa a tagliare i rami che lo soffocavano, come parassiti che gli rubavano l’ossigeno. Quando recide le catene che la legano a un passato sterile, Valancy si trasforma giorno dopo giorno, lasciando la sua natura libera di emergere. Si scopre bella, bella come un elfo selvaggio e luminosa come un raggio di luna. È l’amore che innesca la trasformazione finale, l’amore e il contatto con la natura incontaminata del Muskoka, di cui l’autrice ci dona delle descrizioni di una bellezza tale da togliere il fiato.

L’inverno era bello nella “landa desolata”, quasi intollerabilmente bello. Giornate di pura lucentezza. Serate che sembravano coppe d’incanto; la più pura annata di vino invernale. Notti infuocate dalle stelle. Freddi e squisiti tramonti d’inverno. Adorabili felci di ghiaccio sulle finestre del castello blu. Chiaro di luna sulle betulle in un argenteo disgelo. Irregolari ombre che calavano sui pomeriggi ventosi; lacerate, contorte e fantastiche ombre. Grandi silenzi, austeri e indagatori. Incolte colline, colme di gioielli. Il sole che irrompeva, d’un tratto, attraverso le grigie nubi sopra il lungo e bianco Mistawis. Crepuscoli grigio – edera investiti da raffiche di neve, durante i quali la loro accogliente sala, con i folletti del focolare e gli imperscrutabili gatti, diveniva ancora più accogliente. Ogni ora recava con sé una nuova rivelazione e una nuova meraviglia. p. 180

Vi lascio così, miei diletti, con un sorso dalla coppa della felicità di Valancy, senza svelarvi altro sulla trama, ma invitandovi a scoprire il lato inedito di un’autrice straordinaria. Lasciatevi rapire da questa storia che trasuda bellezza e desiderio, speranza e libertà, e che non lesina nei colpi di scena. Soprattutto, ricordate: non è mai troppo tardi per cercare il proprio Castello Blu nel mondo reale.

I miei complimenti a Elisabetta Parri, la traduttrice, che ha reso possibile anche per noi lettori italiani godere di questo tesoro facendosi tramite invisibile della sua bellezza, senza permettere che andasse persa nemmeno una goccia del suo incanto. 

8 Comments

  • Elisabetta

    13 luglio 2017 at 9:41 AM

    Pamela,
    il tuo post mi ha così emozionata che non ho parole. Tu, invece, sei riuscita, come al solito, a scrivere un commento davvero splendido su un libro che, come sai, io amo immensamente. Sapere che ti è piaciuto così tanto, e non ne dubito visto i tuoi gusti letterari, mi riempie di immensa gioia. Spero che saranno in molti ad apprezzare questa inedita Lucy Maud; un’autrice come pochi, di una dolcezza e un’ironia impagabili! Questo meraviglioso romanzo non poteva che essere edito da Jo March, non poteva che andare ad unirsi alle altre meraviglie di Atlantide! Grazie ancora, Pamela. La tua penna, come sempre, mi ha incantata…
    Elisabetta

    1. Pamela

      24 luglio 2017 at 4:45 PM

      Carissima, sono felice siano trapelati la gioia e il piacere che questa lettura mi hanno regalato! Capita davvero di rado che un romanzo mi colpisca così tanto e quando accade significa che resterà per sempre nel mio cuore… non farò che consigliarlo ❤️.

  • Patrizia

    13 luglio 2017 at 10:19 AM

    Wow non conoscevo dell’esistenza di questo libro devo prenderlo ^_^

    1. Pamela

      24 luglio 2017 at 4:40 PM

      Ciao Patrizia!! Sì, fatti questo bellissimo regalo ^^!!

  • Carmela

    13 luglio 2017 at 6:31 PM

    Awwww non vedo l’ora di leggerlo! *_* IBS mi sta facendo penare, l’ho ordinato quasi un mese fa (ma ne ero consapevole, la prossima volta ordino direttamente dal sito Jo March xD)
    Sembra proprio fatto per me…d’altronde i nostri gusti coincidono sempre 😀 <3

    1. Pamela

      24 luglio 2017 at 4:41 PM

      Dato il ritardo con cui ti rispondo… spero che nel frattempo ti sia arrivato :P!! Sono sicurissima lo amerai 😘

  • Sandra

    14 luglio 2017 at 10:16 AM

    Wow, e così ho deciso il mio prossimo acquisto! 🙂

    1. Pamela

      24 luglio 2017 at 4:41 PM

      Fammi sapere cosa ne pensi quando lo leggerai 😊

E tu che ne pensi?

Prev Post Next Post