Nuovi classici da (ri)scoprire!

13 dicembre 2017
Blog post

Miei cari, la collana Classici da (ri)scoprire, meraviglioso progetto della Bottega dei Traduttori, di cui sono “ambasciatrice”, si arricchisce di tre nuovi titoli: Le avventure di Katy a scuola di Susan Coolidge, Cora di George Sand e Gli opali indiani di Ludwig Rubiner

Titolo: Le avventure di Katy a scuola
Autore: Susan Coolidge
Traduttore: Giulia Mastrantoni
Copertina flessibile: 212 pagine
Editore: Youcanprint
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Katy è una ragazza troppo seria. Poco più che sedicenne, la giovane, orfana di madre, è già in grado di occuparsi della casa, di badare ai fratellini più piccoli e di concordare con i domestici come organizzare i ricevimenti. Non va affatto bene, a detta della cugina, la perfetta Mrs Page, che parla dei suoi dubbi al Dr Carr, il padre di Katy. Sua figlia non gli sembra essere diventata vecchia anzitempo? La decisione è presa seduta stante: Katy e sua sorella Clover verranno mandate a scuola. Non c’è niente di meglio che un anno di studi fuori casa, per ritrovare il sorriso e un po’ di leggerezza. Ma Katy non è dello stesso avviso. Nonostante le sue proteste, però, lei e Clover verranno spedite a Hillsover, dove scopriranno che le amicizie, le avventure e le novità possono essere qualcosa di estremamente divertente.

 

Titolo: Cora
Autore: George Sand
Traduttore: Ilaria Biondi
Copertina flessibile: 72 pagine
Editore: Youcanprint
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Cora è un brevissimo romanzo che racconta l’iniziazione amorosa di un giovane uomo, Georges, che, reduce da un lungo periodo sull’Île de Bourbon, si stabilisce in una cittadina della provincia francese, dove trova un impiego nell’amministrazione postale e si innamora, non ricambiato, della bella Cora, figlia di uno speziale. Georges incarna l’ambivalenza, tutta romantica, dell’amour-passion, in cui dolore e voluttà sono strettamente interdipendenti, e il “dramma” d’artista, incapace di orientarsi e di trovare una propria collocazione nel ristretto, meschino e superficiale universo piccolo borghese. La penna affilata e sagace della Sand rappresenta questa scissura non già da un’angolazione tragica e dolente, bensì con bonaria, garbata e intelligente ironia, scagliandosi tanto contro la mentalità e i costumi provinciali della borghesia, quanto contro gli eccessi di una generazione che vive il romanticismo con tale esaltata sensibilità da non riuscire più a distinguere la dimensione del sogno e della fantasia, alimentata dalla letteratura, dalla vera realtà.

 

Titolo: Gli opali indiani
Autore: Ludwig Rubiner
Traduttore: Roberta Fausta Ilaria Visone
Copertina flessibile: 72 pagine
Editore: Youcanprint
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Nella Berlino criminale e in piena Belle Époque, resta un ultimo baluardo di civiltà aristocratica: il piccolo quartiere perbene chiamato Tiergarten. In questo angolo isolato abitano l’ex banchiere e collezionista di rari oggetti d’arte Brandorff, sua figlia Cecily e la servitù. Durante la ronda notturna, un agente nota un uomo uscire dall’abitazione di Brandorff; un episodio insolito, dato che l’ex banchiere ha interrotto ogni relazione sociale negli ultimi anni della sua vita, ritirandosi a vita privata. Il mattino successivo il capofamiglia risulta improvvisamente scomparso. Partono così le indagini, che vedono impegnati l’avvocato Johannes Sanders e il commissario von Redberg, e viene trovato un diario scritto dal signor Brandorff. Sarà solo un racconto dei suoi viaggi d’affari fra Europa e Turchia o c’è qualcosa di più intricato nascosto fra le righe? E in questo turbinio di eventi passati e presenti, che ruolo rivestono i due opali? Fungono solo da trait d’union fra mondo orientale e occidentale o c’è dell’altro?

Tre titoli decisamente interessanti, non trovate? Mi attira in modo particolare l’opera di Susan Coolidge, autrice che tra l’altro non conoscevo! Al momento il mio carnet di letture è pienissimo, ma conto di leggerlo quanto prima.

2 Comments

  • Elisabetta

    14 dicembre 2017 at 6:12 PM

    Davvero una bella iniziativa questa della Bottega dei Traduttori, anche se il mio genere preferito rimane il romanzo, e possibilmente lungo… Adoro George Sand; ricordo ancora con grande tenerezza ‘La petite fadette’, letto qualche anno fa, e ‘Indiana’, che invece apprezzai molto da ragazzina. Davvero una meravigliosa scrittrice da riscoprire e da divulgare. 🙂 La mia preferita autrice francese dopo Victor Hugo. Gli altri non li conosco, ma si può rimediare.
    Trovo anche giusto e doveroso dare rilievo al nome del traduttore in copertina. Un ruolo troppo sminuito, temo, considerato tutto il lavoro di ricerca e passione che si ‘nasconde’ dietro ogni singolo volume, e che dovrebbe invece essere apprezzato e valorizzato soprattutto da noi lettori. Mi chiedo spesso come potrei godere di autori come Dostoevskij e Tolstoj senza il meraviglioso contributo di chi ha la fortuna di conoscere il russo… La risposta è che non avrei mai potuto leggere ‘L’idiota’ o ‘Resurrezione’ e tanti altri loro gioielli. Non ci posso neppure pensare!!!! Grazie, dunque, a chi riesce con la propria passione e le proprie conoscenze a colmare le mie immense lacune…
    Un abbraccio! Ely

    1. Pamela

      18 dicembre 2017 at 6:40 PM

      Cara Ely,
      non potrei essere più d’accordo con te. Tradurre un’opera significa darle vita in un’altra lingua, richiede una competenza linguistica e letteraria enorme. Per non parlare di quel qualcosa in più, fondamentale e che non può essere insegnato: il talento! Ai traduttori va tutta la mia stima! E mi unisco anch’io alla tua riflessione su quanto sarebbero limitate le nostre letture senza di loro… orrore!
      Un abbraccio <3

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