Tempo di Libri 2018

15 marzo 2018
Blog post

Il saggio Last Century Boy, che ben mi conosce, mi ha fatto notare di essere in zona Cesarini: se non scrivo questo post oggi è probabile non lo scriva mai più, quindi eccomi qui da brava blogger volenterosa per raccontarvi com’è andata la mia domenica a Tempo di Libri. Vi anticipo che non ho avuto modo di presenziare a nessuno degli eventi in programma. Il mio obiettivo primario era tornare a casa con un discreto bottino: molto basic e poco intellectual, se vogliamo, ma ognuno ha le sue priorità, soprattutto con un viaggio in treno che tra andata e ritorno ha richiesto 5 ore abbondanti. Per non parlare di alzarsi alle 6.30 dopo una vita settimana di privazione di sonno. Per i libri, del resto, questo e altro.

Premessa. Una cosa che mi manca della vita da pendolare (diciamo pure l’unica, oltre all’ovvia possibilità di sfruttare il viaggio per leggere) è la quantità di gente interessante che si incrocia in stazione, una fonte inestimabile per il campionario di ogni scrittore. Come l’adorabile signora con il cappellino verde abbinato al cappotto tartan che attendeva come me il treno al binario. Uno di quei casi in cui penso ecco come vorrei essere quando sarò “più grande”. Altro dettaglio di classe, il libro stretto al petto, che a diversi metri di distanza e soltanto dal retro ho riconosciuto come un Neri Pozza. Sì, mi sto vantando XD. (Si è poi rivelato essere Le radici del cielo di Roman Gary).

Ma bando alle ciance, qualche considerazione sulla fiera. I dati parlano di un deciso aumento degli ingressi, un  +60% rispetto allo scorso anno. Un risultato di tutto rispetto, peccato però che la location non fosse Rho come nell’edizione precedente: la struttura di Fieramilanocity è datata e disposta su due livelli, fattore che ha reso il tutto un pochino caotico. Inoltre come mi ha fatto notare la mia amica Lia (Parole di Panna) non è stata una scelta vincente dedicare agli incontri degli spazi aperti, aggiungendo così confusione alla confusione. Peccato, inoltre, che non abbiano unito Tempo di Libri al Cartoomics, che si è svolto in contemporanea proprio a Rho. Due eventi concomitanti dello stesso tenore sarebbero di certo stati bene gomito a gomito, magari con un biglietto se non unico almeno ridotto per chi partecipava a entrambi. Un’idea sensata, ergo troppo ottimistica per la penisola italica? Probabile.

E ora via al carosello degli acquisti! Lo stand di partenza, per me, è sempre quello del Libraccio: sovraffollato ai limiti dello svenimento, ma sempre generoso negli affari. Appena entrata ho scorto un titolo che campeggiava nella mia wishlist da diverso tempo, Il destino di Sir Robert Ardagh e altre storie del soprannaturale di Le Fanu, di cui ho letto soltanto Carmilla. Un segno soprannaturale, forse, che è giunta ora di fare ammenda. Rimaniamo nei paraggi vittoriani con la biografia di Mary WallStonecraft scritta dal marito William Godwin, uno dei mirabili titoli della collana Ritratti di Castelvecchi. Di questo devo ringraziare Lia per avermelo letteralmente messo in mano: su di lei non saprò mai abbastanza, così come sulla sua incredibile figlia. Il mio interesse nei loro confronti non è unicamente storico-letterario, ma pure un tantino da Novella Vittoriana (in riferimento ai noti rotocalchi da parrucchiera). A tal proposito, devo informarmi per bene su quella serie tv sulla vita di Mary Shelley di cui si vociferava: se scopro che è già reperibile e io per qualche ragione non ne ero a conoscenza credo leggerete questo post con un ulteriore ritardo. Ultimo libro agguantato, All’impazzata di Françoise Sagan, edito Astoria (altra casa editrice che si sposa felicemente con i miei gusti). Come per molti romanzi che in qualche imprecisato momento del mio passato sono finiti nella lista dei desideri, ricordavo di volerlo ma non il motivo finché non ho riletto la prima frase della quarta di copertina: “Lucile ha trent’anni, guida una decappottabile veloce, legge montagne di libri, fuma e segue l’odore della primavera che entra dalla finestra per inventarsi le giornate”. Promette bene, non trovate? Lo stesso la biografia della Sagan, presentata come “l’icona della scrittrice sregolata – alcol, sigarette, relazioni sentimentali disordinate, guide spericolate”. La amo già, e non pensate che sia per una sorta di riconoscimento: l’unica cosa sregolata, nella mia vita, è il sonno. Per quanto riguarda Il Libraccio, questo è quanto. Avrei potuto fare di meglio se non fosse stato per l’orda che nemmeno in spiaggia a Ferragosto. In un eccesso di ottimismo ho tentato una seconda capatina, uscendone a mani vuote. Pazienza: tre titoli che desideravo al 50 % di sconto direi possano essere considerati un buon affare, anche perché sembrano intonsi.

Il secondo stand fonte di immane felicità è stato quello dell’Odoya, dove ho completato il mio personale trittico delle meraviglie: a Victoriana e Guida alla Letteratura Gotica (questo fresco fresco di misfatto), si è unita la Guida alla Letteratura Horror. Queste sono le guide che non possono assolutamente mancare nella mia libreria, vi consiglio però di spulciare per bene il loro catalogo. Si tratta di volumi curati da esperti che offrono non solo una panoramica dettagliata, ma anche innumerevoli spunti di lettura e approfondimento. Vi avverto che il mero sfogliarli farà aumentare esponenzialmente la vostra lista desideri. Matita e post it alla mano, inizierò quanto prima a studiarmeli per bene. Mi sono invece lasciata sfuggire la Storia inimitabile del Dandy di Ellen Moers, che non essendo finito per un pelo nel mio bottino è per il momento in wishlist. Una piccola nota di merito: la casa editrice applicava un 20% di sconto si tutti i titoli, scelta che ho apprezzato moltissimo. Del resto in queste occasioni credo sia doveroso applicare anche uno sconto minimo. Se devo pagare un titolo a prezzo pieno tanto vale che lo prenda in qualunque libreria, considerando oltretutto che per chi non risiede in zona partecipare implica costi non proprio trascurabili.

Veniamo a un altro acquisto di cui sono particolarmente fiera: I gatti non hanno nome di Rita Indiana, edito NNE. Di questa CE non possedevo nulla e avevo già in mente di visitare il loro stand. Ad attrarmi è stato il titolo e il color Tiffany della copertina, a conquistarmi ancor più della trama le cinque righe sulla quarta con cui viene consigliato il romanzo:

Questo libro è per chi adora raccontare le storie cambiando di volta in volta il finale, per Zazie, che non ha mai preso il metrò, per chi vorrebbe avere i capelli profumati al gelsomino, e per chi ha capito che niente dura per sempre ma si ostina a chiudere gli occhi per vedere le stelle sotto le palpebre.

Gli ultimi due titoli che sono venuti a casina con me sono invece due fumetti. Il primo è Soppy di Philippa Rice, Edizioni BD, che ritrae con una semplicità e una tenerezza disarmanti una coppia di giovani innamorati che decide di andare a vivere insieme. Quando ci si emoziona per la prima bolletta, o ci si diverte facendo la spesa, e altre dolcezze del genere. Trovo che Soppy racchiuda la quintessenza del romanticismo, almeno di come lo intendo io. La bellezza delle illustrazioni consiste nella loro semplicità e nel riuscire a cogliere in sequenze di poche vignette la gioia di vivere fianco a fianco. Particolarissima la scelta cromatica che contempla esclusivamente il bianco, il rosso e il nero. Divorato e amato durante il viaggio di ritorno.

Dulcis in fundo, un colpo di fulmine per una serie di cui non avevo mai sentito parlare: Giant Days, sempre Edizioni BD. Era da molto che cercavo una graphic novel di cui innamorarmi e finalmente è successo! Sono stata più volte sul punto di prendere Paper Girls, ma a farmi desistere è stato principalmente lo stile spigoloso dei disegni. Giant Days, invece, sembra scritto e disegnato per me. Le protagoniste sono tre amiche al primo anno di università, e qui è scattato subito un dlin dlin dlin nella mia testa: lo so bene che quel periodo della mia vita è ormai preistoria, ma è innegabile che io ci sia ancora legata a doppio filo. I romanzi, come le serie tv, ambientate al college mi attirano così tanto che ne sto per scrivere uno anch’io. Ma torniamo a Giant days, il cui primo volume mi è piaciuto così poco che dopo averlo terminato lunedì mattina, ho subito provveduto a ordinare gli altri tre pubblicati in Italia. Yes, that’s amore.

Tirando le somme, il bottino non è stato poi così ricco, ovvero non mi sono dissanguata come di solito accade in questi frangenti, ma amo ogni acquisto fatto e sono certa che tornerò a parlarvene a breve, dandovi le mie impressioni di lettura. Il resto di marzo (e temo anche una parte di aprile) sarà impegnato con Il petalo cremisi e il bianco, malloppone che mi sta dando molta gioia ma che è tutt’altro che snello, tanto che sono stata costretta a passare dal volume fisico all’ebook perché leggendolo a letto ero a rischio di tendinite. E poi dicono che leggere non sia uno sport.

E voi, miei cari, siete stati a Tempo di Libri? Raccontatemi anche cosa state leggendo in questo periodo!

8 Comments

  • Patrizia

    15 marzo 2018 at 9:05 PM

    Wow bel bottino

    1. Pamela

      15 marzo 2018 at 9:40 PM

      Grazie Patrizia, ne sono parecchio soddisfatta 😊!!

  • Ely

    16 marzo 2018 at 10:06 AM

    Cara Pam, questo Last Century Boy deve avere una pazienza! Peccato che non si possa dire altrettanto del mio Last Century Man, che pare avere una dote innata nel cavarsi di impaccio quando la situazione non lo elettrizza. Mai e poi mai mi accompagnerebbe a una fiera del libro, nonostante anche lui ami leggere. L’anno scorso ci ho provato con Torino, ma niente da fare. Quest’anno, per fortuna, ho un’amica molto cara che mi accompagnerà. 🙂
    Attualmente sto finendo Notre dame de Paris; mi mancano ormai dieci pagine. Che posso dirti; un libro meraviglioso, che trasuda passione e grandissima cultura, ma molto selettivo. Le prime sessanta pagine sono scoraggianti per le descrizioni maniacali di Parigi. In questi giorni, ho iniziato La Fattoria dei Gelsomini, ma non ho ancora capito se sia il mio genere. Un libro sicuramente di un’ironia molto raffinata, di indubbia bellezza, ma forse un po’ lento… Non so, devo ancora farmi un’idea; il problema è che ho il secondo volume di Poldark che mi strizza l’occhio e tenta di sottrarmi alle altre letture. Temo ci riuscirà, perché ho amato molto il primo romanzo della saga. Poi ho Irène, la nostra adorata Irène, che mi attende con ‘Il calore del sangue’ e Udolpho che mi accompagna nel mondo dei sogni tutte le sere prima di andare a letto. Credi possa bastare? Presa dalla disperazione e dalla bulimia da lettura, leggo più di un libro per volta in momenti diversi della giornata e poi, come ben sai, ancora libri (per altre ragioni) l’intera mattina e parte della notte. Astoria: sì, decisamente una casa editrice che mi piace. Non solo per i romanzi ‘riposanti’ e deliziosi di Heyer, ma in generale per la loro politica di dedicarsi a letture briose e spassose, ottimo sostituto dello Xanax.
    Basta, mi fermo. Grazie mille per aver condiviso con noi la tua esperienza. Attendiamo un tuo approfondito e splendido resoconto sulle letture più significative. Un abbraccio!!!! Ely

    1. Pamela

      17 marzo 2018 at 1:06 AM

      Pazienza, per stare con me, deve averne davvero tanta XD
      Accipicchia Eli, sei in ottima compagnia! Ecco, io purtroppo faccio una gran fatica a leggere più libri contemporaneamente, ogni volta va a finire che ne metto da parte uno per privilegiarne un’altro. È un mio limite purtroppo. Adesso sto provando ad alternare quel tomone del Petalo con Giant Days e vediamo come va. Non mancherò di aggiornarti, tu prometti di fare lo stesso 😉 A quest’ora avrai senz’altro salutato Quasimodo (non ho ancora letto Notre-Dame, ma prima o poi…) e chissà in che avventura ti sarai immersa ❤️!!!
      p.s. Irène!! È da troppo che non leggo qualcosa di suo!!

  • Silvia269

    16 marzo 2018 at 3:06 PM

    Ciao, ho scoperto da poco il tuo blog e anche il tuo canale youtube. Me ne dispiaccio, perché mi rivedo nei tuoi gusti letterari. Ma piano, piano recupero tutto. Quei libri dell’Odoya mi piacerebbero moltissimo!

    1. Pamela

      17 marzo 2018 at 1:10 AM

      Ciao Silvia, ben approdata ☺️! Sarà un piacere chiacchierare di libri insieme! Già, quei volumi di Odoya sono una meraviglia, impossibile non innamorarsene.

  • Eli

    16 marzo 2018 at 5:57 PM

    “L’hanno” scorso… oh. mio Dio! appena mi sono riletta, mi è presa una sincope. Orrore!!!!!! 🙂
    Sarà perché sono sveglia dalle 03:45??? Scusa, ma non potevo non rettificare una tale orrendezza. Sigh!

    1. Pamela

      17 marzo 2018 at 1:15 AM

      Niente di irreversibile 😉
      Sapessi quanti “orrori” sfuggono anche a me XD! Dal cellulare, poi, non ne parliamo 😅

Chiacchieriamo?

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