Il mio romanzo

 

Ebbene sì, ho scritto un romanzo. Uno young adult, per la precisione. Se mi conosci da un po’, è probabile che la cosa ti stupisca. Non è esattamente la mia predilezione, è vero. Ma se ti dicessi che non pensavo al genere, quando ho cominciato a rincorrere la storia che avevo in testa? Un giorno, Alice si è infilata nella tana del Bianconiglio, senza sapere cosa l’attendeva alla fine della caduta. Anziché un coniglio parlante, io ho inseguito Rainbow, un’adolescente con la passione per gli abiti Lolita che una notte, in un parco abbandonato…

Non aggiungo altro per non rovinarti la sorpresa, ma la quarta di copertina sarà più rivelatrice.
Prima che tu la legga, però, desidero confessarti una cosa: le etichette non mi sono mai piaciute, e se proprio devo usarne una, bene, allora Lolita in Love è uno young adult, ma “a modo mio”. Se gliene darai l’occasione, capirai cosa intendo.

Disponibile su Amazon in formato ebook e cartaceo
Link acquisto:
 http://bit.ly/lolitainlove
Prezzo: 2,99 € / 8,90 €
Pagine: 234
Genere: young adult, romance, gotico

Quarta di copertina

Avere diciassette anni non è facile, soprattutto se vivi a Fort Rose, dove non succede nulla, e ti chiami Rainbow Day come me. Lo so, non dire niente: l’idea del nome è stata di mia madre, una fotografa hippy con più sogni che buon senso. La vedo poco, da quando mi ha piantata qui con mio fratello e mio padre. Non che veda molto anche lui, dato che sembra aver messo radici nel suo ufficio. Per fortuna a salvarmi ci sono il cinese che consegna a domicilio, le storie che scrivo e Chloe, la mia migliore amica, alla quale racconto tutto. O… quasi.

Okay, ho un segreto, ma a te posso dirlo. Nell’armadio, accanto alla divisa scolastica, nascondo la mia collezione di abiti Lolita. Vestirmi così mi fa sentire bene, ma lo faccio solo quando sono da sola, nella mia camera o nel parco abbandonato vicino a casa.
Proprio lì, qualche giorno fa, ho incontrato un tipo strano, Tristan, una specie di stalker col piercing al sopracciglio che non la smetteva di farmi domande. Ha preso bene le mie riposte da stronza, comunque. L’ho rivisto, e mi è piaciuto, ma se lo cerco di giorno sembra che non esista. E se me lo fossi inventato? Se fosse solo un sogno, una creazione della mia mente? Grandioso, Rainbow, sei messa così male da aver bisogno di un innamorato immaginario. Patetico. Un momento… ma chi ha parlato d’amore?

Un piccolo estratto per te

Nonostante sia autunno, l’aria è ancora tiepida e mi accarezza il viso mentre forzo il cancelletto posteriore. È un po’ arrugginito ora che l’ingresso è stato spostato da un’altra parte, e suppongo che nessuno, a parte la sottoscritta, entri più da qui. A quest’ora della notte in ogni caso sarebbe chiuso. C’è di nuovo la luna piena e non ho difficoltà a farmi strada lungo il sentiero che conduce alle altalene. Di tanto in tanto i giardinieri si prendono cura anche di quest’angolo del parco, quindi la vegetazione non ha mai preso il sopravvento,ma sto comunque attenta affinché le fronde sporgenti non si impiglino nell’abito.
Non faccio nulla di che. Non mi spoglio nuda, mettendomi a ballare al chiaro di luna. Mi siedo sull’altalena e respiro. A volte riprendo a scrivere dal punto in cui mi ero interrotta nella mia stanza, facendomi luce con una pila. Oppure leggo il libro che ho portato con me. O penso a tutto, e a nulla, finché l’ultima traccia di inquietudine si è placata e posso ritornare a casa.
No, non ho paura a starmene in piena notte in un parco abbandonato. A Fort Rose non accade mai niente. Per ogni evenienza, comunque, ho con me uno spray al peperoncino. Me l’ha regalato il nanetto, non so per quale ragione. Forse ritiene che anche una città come la nostra sia vulnerabile senza un supereroe a vegliare su di lei. In realtà, pur sapendo che sarei pericolosa solo per me stessa, con quella bomboletta in mano, averla mi fa stare più tranquilla. Mi è capitato di avvertire la fastidiosa sensazione di essere osservata. Del resto gli alberi sono pieni di uccelli notturni, e una volta ho scorto una civetta appollaiata su un ramo della quercia che sovrasta le altalene. Tutto questo per dire che no, nonostante il mio aspetto romantico, non sono una fanciulla suscettibile, che si spaventa per una sciocchezza.
Tuttavia, nell’istante in cui distinguo, nell’ombra, un paio di occhi decisamente umani posati su di me, urlo così forte che credo mi si squarcino i polmoni.

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