Scatti in libreria #2

17 Marzo 2015

Se gironzolare per librerie e dilapidare patrimoni fosse considerata un’attività sportiva, per la prima volta nella mia vita potrei considerarmi un’atleta e mirare addirittura alle Olimpiadi! Bando alle ciance, nuova puntata di Scatti in libreria, con le foto di quei titoli, non necessariamente appena pubblicati, che per un motivo o per l’altro mi hanno colpita (non nel senso che mi sono caduti in testa, anche se capita, a volte). Noterete un’alta densità di “libri che parlano dell’amore per i libri”: spesso non sono all’altezza delle aspettative, ma che ci posso fare, mi attraggono inesorabilmente. E ora… Oliviero Toscani, scansati XD

Guylain Vignolles è un invisibile, uno di quegli esseri solitari che nessuno nota. Lavora in una fabbrica di riciclaggio, al servizio di un’impietosa trituratrice di libri invenduti soprannominata “la Cosa”. Nient’altro gli dà gioia, se non leggere a voce alta ogni mattina, sul solito treno delle 6:27, qualche pagina scelta a caso tra le poche che il giorno prima è riuscito a salvare dai denti d’acciaio dell’infernale macchinario. Questo fin quando, un mattino, sul treno trova una chiavetta USB rosso granata, che contiene il diario di una giovane donna: settantadue file scritti al computer da una certa Julie, signorina addetta ai bagni di un centro commerciale, pagine su pagine che irrompono come un diluvio nella sua vita sempre uguale. E dalle quali Guylain non saprà trovare riparo. Jean-Paul Didierlaurent ha scritto una storia d’amore al quadrato tra un uomo e una donna che si scoprono legati dalla passione per la lettura e ha dipinto un universo positivo nonostante tutto, perché sopra la coltre grigia di un’esistenza scandita da una routine desolante qualcosa c’è che solleva il cuore e apre lo sguardo: le parole, e le storie che le parole raccontano.

È venerdì pomeriggio e, come ogni giorno, Maggie è andata a rifugiarsi nel suo posto preferito, la libreria Dragonfly di Mountain View, California. Accoccolata nella grande poltrona di liso velluto verde, circondata da pile di vecchi libri usati e con un romanzo d’avventura in grembo, Maggie legge di eccitanti scorribande e amori tempestosi. Fra gli scaffali polverosi riesce quasi a dimenticare di avere perso il lavoro e di avere il conto in banca quasi a secco. E oggi le capiterà fra le mani qualcosa di veramente speciale: una copia logora e ingiallita dell'”Amante di Lady Chatterley”. Non si tratta di un libro qualsiasi, perché i margini delle pagine nascondono la corrispondenza di un uomo e una donna che non si conoscono, Henry e Catherine. Parole d’amore e corteggiamento, frasi piene di gentilezza e passione, fino all’ultimo messaggio, una richiesta di appuntamento… Chi sono i due? Saranno riusciti a trovare il coraggio di guardarsi negli occhi e rivelare la loro identità? Maggie si appassiona alla loro storia e vorrebbe saperne di più. Perché quelle parole piene di emozione lei le ha sempre lette nei libri, ma non immaginava che si potessero dire veramente. 0 almeno, lei non l’ha mai fatto. Ma la vita è pronta a sorprenderla, perché la libreria Dragonfly è in pericolo. All’angolo della strada si è aperta una nuova libreria di catena e i suoi libri intonsi e luccicanti minacciano di cancellare per sempre il segreto fascino delle pagine di un tempo…

Pubblicato per la prima volta in volume nel 1900 dopo due apparizioni su riviste, il romanzo ebbe un impatto fortemente sovversivo per aver affidato a una cameriera il ruolo di protagonista e osservatrice lucida, implacabile e voluttuosa, di una borghesia ipocrita e corrotta. Célestine passa senza sosta di famiglia in famiglia senza mai trovare un ambiente che le consenta di restare, vuoi per le continue angherie delle padrone di casa, vuoi per le inevitabili avances dei mariti. Ma è soprattutto nei confronti del sesso che la figura di Célestine rompe gli schemi convenzionali dell’epoca: se da un lato l’erotismo è vissuto in maniera naturale, dall’altro il ruolo di “preda sessuale” appare come un estremo quanto vano tentativo di pareggiare i conti rispetto agli abusi subiti sul lavoro. Sullo sfondo la provincia francese di fine Ottocento, con i suoi giardini curati, le cene di rappresentanza, i delitti sordidi, le violenze insabbiate, l’antisemitismo dilagante. “Diario di una cameriera”, pur utilizzando uno stile leggero e ironico, volle suscitare intenzionalmente nei lettori scandalo e nausea verso un sistema sociale basato su una moderna forma di schiavitù.

In un giorno d’autunno del 1686, la diciottenne Petronella Oortman, Nella-fra-le-nuvole è il soprannome datole da sua mamma, bussa alla porta di una casa nel quartiere più benestante di Amsterdam. È arrivata dalla campagna con il suo pappagallo Peebo, per iniziare una nuova vita come moglie dell’illustre mercante Johannes Brandt. Ma l’accoglienza è tutt’altra da quella che Nella si attendeva: invece del consorte trova la sua indisponente sorella, Marin Brandt; nella camera di Marin, Nella scopre appassionati messaggi nascosti tra le pagine di libri esotici; e anche quando Johannes torna da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con Nella, e anche solo di sfiorarla. Anzi, quando Nella gli si avvicina, seduttiva, memore dell’insegnamento della mamma (“Il tuo corpo è la chiave, tesoro mio”), lui la respinge. L’unica attenzione che Johannes riserva a Nella è uno strano dono, la miniatura della loro casa e l’invito ad arredarla. Sembra una beffa. Eppure Nella, che si sente ospite in casa propria, non si perde d’animo e si rivolge all’unico miniaturista che trova ad Amsterdam. Nella rimane affascinata da questa enigmatica figura che sembra sfuggirle continuamente, anche se tra loro si mantiene un dialogo sempre più fitto, senza parole, ma attraverso piccoli, straordinari manufatti che raccontano i misteri di casa Brandt. Amore e tradimento, rancori e ossessioni, sesso e sete di ricchezza s’incontrano tra i canali di Amsterdam…

Friuli. Ai nostri giorni. Ada Savorgnan è una giovane psicologa forense che vive e lavora in un piccolo paese. Donna colta, riceve inaspettatamente in eredità dalla nonna materna un ricettario e una splendida gatta rossa, di nome Zoe. Un giorno il Giudice del Tribunale di Udine le affida il delicato incarico di compiere una perizia su una donna, Alice Covacich, accusata di aver volutamente appiccato un incendio a una pasticceria. Dopo una serie di traversie, sfidando le ferree procedure che la sua professione le impone, decide di ospitare Alice in casa sua. La nuova ospite, che si dimostra una cuoca provetta e una pasticcera eccezionale, viene accolta a suon di fusa e moine dalla gatta Zoe, che sembra condividere con lei la speciale capacità di vedere ciò che gli altri non possono. La notizia che un’ex internata psichiatrica vive nel borgo di santa Marizza di Varmo innesca una piccola rivoluzione, fomentata dalla strega Rosa Senzaspine e dalle sue perfide amiche. Ada aiuterà l’amica Alice a rifarsi una vita, riscattandosi dal dolore e aprendo un’insolita pasticceria, che otterrà uno strepitoso successo. Ma la congrega di streghe invidiose cospireranno contro Alice, accusandola addirittura dell’assassinio di Amorfo Mediocrino, il marito di Senzaspine. Spetterà alla magica Zoe fare in modo che la verità venga a galla, tra bugie, maldicenze e oscure manovre.

La mattina del suo primo compleanno, una bambina galleggia nella custodia di un violoncello sulle acque della Manica. A raccoglierla è Charles, un eccentrico ma premuroso scapolo inglese, che decide di prendersi cura di lei. Una cura un po’ speciale, perché Charles usa i libri come piatti e permette a Sophie di scrivere sui muri. Per questo, quando la ragazzina compie tredici anni, i servizi sociali minacciano di metterla in un istituto. Allora Charles e Sophie fuggono a Parigi in cerca della madre di lei, con un solo indizio in mano: la targhetta sulla custodia del violoncello che l’ha salvata dal naufragio. L’impresa non è affatto semplice, ma Sophie troverà sui tetti di Parigi un aiuto inaspettato.

Ci sono libri che fanno innamorare. Libri che ti aiutano a dimenticare. Libri che significano un nuovo inizio. Perché entrare in un libro è come vivere un’altra vita, ogni volta diversa. Per Jean i libri sono tutto questo, e altro ancora. Erano la cosa che lei e il marito amavano di più, prima che lui la lasciasse, stroncato da una malattia impietosa. Così, a due anni dalla sua morte, quasi per caso, i libri sono tornati a essere al centro della sua vita: ogni secondo martedì del mese, infatti, Jean prepara una deliziosa cenetta, apre una buona bottiglia di vino, e invita le sue quattro amiche per parlare dei libri letti durante il mese. Un book club nato quasi per caso, un po’ scalcagnato e innaffiato da molto vino rosso, in cui le storie più belle della letteratura tornano a rivivere… e continuano a insegnare qualcosa anche a Jean e alle sue amiche. Rendendo più intense le loro vite. Grazie ai libri qualcuna si innamorerà, qualcun’altra troverà il coraggio di lasciare la vecchia vita, e tutte impareranno il valore della cosa più importante che c’è: l’amicizia.

Il romanzo si sviluppa attraverso il diario di Olga, donna che vive isolata dal resto del mondo con il fratello Leandro, ridotto ai minimi termini da una malattia che lo ha tenuto in coma per tutta l’infanzia. Quando si è risvegliato, alle soglie della pubertà, è quasi cieco, parla in modo incomprensibile, si muove appena. La relazione tra i due è morbosa ed esclusiva: vivono senza alcun contatto con l’esterno in un grande appartamento, dove l’unico svago è dato dallo straordinario potere di Leandro di evocare, all’interno di una stanza segreta, paesaggi che non ha mai visto ma di cui ha sentito la descrizione nei libri che la sorella gli leggeva ad alta voce. ‘Il Gioco’, come loro chiamano queste magiche evocazioni, sarà lo scenario sul quale prenderanno vita i loro fantasmi interiori.

p.s. Ho escluso i miei acquisti 😉 tanto ne sentirete parlare a breve!

0 Comments

  • Pila

    17 Marzo 2015 at 8:39 AM

    Diario di una cameriera va subito in wl *-* e Sophie sui tetti di Parigi lo voglio leggere da quando l'ho scoperto!!!

  • LaLeggivendola

    17 Marzo 2015 at 9:15 AM

    Sophie sui tetti di Parigi mi ispira un sacco, così come Il miniaturista *w*
    Di norma adoro i libri sui libri, ma in questo periodo ne escono così tanti che non riesco a non temere la sòla. Immagino che l'edizione ipertrofica di siffatti libri porterà alla morte commerciale del genere. La lungimiranza.

  • Ludo

    17 Marzo 2015 at 8:14 PM

    La gatta che vedeva le streghe suona singolarissimo. Ci sarà anche un elemento romantico… non so, ma in un libro con una sinossi del genere sembrerebbe quasi d'obbligo.

  • Pamela

    17 Marzo 2015 at 10:28 PM

    La Elliot sforna una meraviglia dopo l'altra *_*
    Sophie è salito in cima alla wishlist, priorità assoluta!!

  • Pamela

    17 Marzo 2015 at 10:34 PM

    Hai dannatamente ragione. Ne sto leggendo uno proprio in questi gg, troppo presto per esprimermi, ma per esperienza sì, un buon 2/3 si rivela una sòla. Spesso i libri sono un pretesto per parlare di tutt'altro… cosa che mi fa imbestialire… mi fa sentire gabbata.

  • Pamela

    17 Marzo 2015 at 10:44 PM

    In effetti sembra un romanzo sui generis! E' il primo di una serie e per ora ne sono stati pubblicati tre, credo che l'elemento romantico spunti nel secondo. M'ispira soprattutto perché non so proprio cosa aspettarmi…

  • Sæglópur

    20 Maggio 2015 at 4:57 PM

    Tra le novità ho adocchiato e subito adottato il nuovo libro di Tabucchi, poi c'è "Componibile 62" di Cortazar che era in anteprima al Salone del libro di Torino ma nelle librerie arriverà a fine mese.

Chiacchieriamo?

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