La lettrice di mezzanotte di Alice Ozma #impressioniflash

30 Aprile 2015

Mi sforzerò di essere breve, tanto che avevo pensato di intitolare questo tipo di post “recensione fast and furious”, ma dopo essermi (nella mia testa) vantata di cotanto colpo di genio, mi sono resa conto che avrebbe potuto, come dire, sviare i lettori XD.

“Lo so figlia mia che non ti lascio in eredità beni e ricchezze,
ma ti insegno a leggere i libri: quando un uomo sente farsi
oscuro, intorno a lui, legge un libro e vede un altro mondo.” 
(S. Y. Agnon)

Ma veniamo al punto, che dopo neanche tre righe sto già cianciando allegramente. La lettrice di mezzanotte è l’opera prima di Alice Ozma, e appartiene a uno dei miei “generi” preferiti in assoluto, quello dei libri che parlano di libri. A dirla tutta, è anche uno dei più delicati, dato che troppo spesso si rivela portatore di ciofeche. Questo, fortunatamente, non lo è affatto. Anzi, con mia massima sorpresa, si è rivelato uno dei più riusciti in cui sono incappata da molto tempo a questa parte. La differenza, a mio avviso, è che si tratta di un’opera autobiografica, e in quanto tale ha un tono più intimo e un maggiore impatto emotivo. Il titolo originale è, chi se lo sarebbe mai aspettato, assai più calzante: The Reading Promise. La storia, infatti, è quella di Alice e suo padre Jim, un bibliotecario, e del patto che strinsero quand’era bambina: ogni sera, per cento consecutive, avrebbe letto per lei ad alta voce. Solo che le sere non furono cento, ma molte, molte di più, ed Alice si ritrovò alle soglie dell’età adulta con regalo di inestimabile valore. Ogni capitolo si apre con una citazione tratta da uno dei romanzi che lessero insieme, e al ricordo di quella particolare lettura è legato un frammento della loro vita. Non è uno di quegli specchietti per le allodole in cui il rimando ai libri è solo la scusa per parlare di tutt’altro, sia chiaro. E’ più come quando si annusa un profumo e da questo scaturiscono ricordi così vividi da annullare ogni distanza temporale che ci separa da loro. I libri, per noi lettori, hanno lo stesso potere. Assieme alle loro storie, raccontano un po’ anche la nostra. (Così, quando riprendo in mano La figlia della luna, letta nell’estate del lontano 1996, e vedo l’appunto “Il romanzo più bello che abbia mai letto”, faccio una capriola all’indietro, io che ho il terrore delle capriole…)

Sin troppe parole per dire che La lettrice di mezzanotte mi ha conquistata. Tra l’altro, nella favolosa libreria in cui l’ho comprato, Palazzo Roberti di Bassano del Grappa (non per niente definita da Il Libraio come una delle più belle al mondo) mi hanno regalato come al solito un loro segnalibro (ma quanto sono carini?) e il Caso ha voluto che fosse davvero speciale…

0 Comments

  • Nolwenn

    30 Aprile 2015 at 9:08 PM

    Oh che bello, un libro che parla di libri che non è bocciato! È in wl da un po' 🙂

  • Pamela

    3 Maggio 2015 at 9:56 PM

    Davvero, finalmente! Ne ho beccati così tanti di pessimi o "meh" che ancora non riesco a crederci 😉

  • Pila

    12 Maggio 2015 at 11:28 AM

    MI ha attirato da subito quando l'ho scoperto!! *-* Mi fa piacere leggere una bella recensione positiva !! (scusa il ritardo ma mi ero persa il tuo post XD)

  • Pamela

    12 Maggio 2015 at 4:41 PM

    Grazie per essere passata Pila <3
    Sì, è stata una piacevolissima sorpresa questo romanzo! Ci speravo, naturalmente… ma una parte di me temeva l'ennesima ciofeca 😉

  • Ludo

    14 Maggio 2015 at 4:12 PM

    Credevo che questo libro non sarebbe stato nelle mie corde… mi hai fatta ricredere: pare intrigante, un po' nostalgico, forse malinconico…

  • Pamela

    15 Maggio 2015 at 8:58 AM

    Un po' nostalgico sicuramente, perché è evidente come per la protagonista/autrice rappresenterà per sempre una fase meravigliosa della sua vita…

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