I cani e i lupi di Irène Némirovsky #impressioniflash

20 Maggio 2015

#datemiancoraunpo’diNèmirovsky imploravo qui. E così mi sono data a I cani e i lupi (non letteralmente, meglio specificare, messa così sembra che mi sia gettata in pasto a un branco di bestie affamate). Ebbene, altro capolavoro. Troppa grazia divina, negli ultimi mesi, e inizio a temere che prima o poi mi capiterà tra capo e collo una ciofeca di quelle che richiedono mesi di recupero. Per ora voglio continuare a credere alla favola del “come sono diventata brava a scegliere i libri” U_U

Per la trama, vi rimando a Wikipedia, e dato che si tratta di #impressioniflash sarò assai concisa. Dopo aver letto Suite francese, per un atavico pessimismo pensavo: “ah, non mi potrà piacere così tanto!”. Poche pagine sono state sufficienti a farmi ricredere. Quest’autrice ha il raro dono di scrivere portando a nudo l’essenza delle cose. Natalie Goldberg spiega il concetto molto meglio di me, e infatti mi è venuto in mente il suo saggio sulla scrittura Writing Down the Bones (in Italia Scrivere Zen di Ubaldini Editore). Difficile da tradurre, ma facile da intuire. Non per questo si tratta di uno stile scarno, tutt’altro. Come in Suite francese, la sua è un’essenzialità che lascia scorrere la storia senza servirsi di fronzoli, portando a galla con naturalezza la vita interiore dei protagonisti. 

E’ una storia sull’ineluttabilità del destino spinta agli estremi, soffocante, priva di vie di fuga. Incarna un punto di vista che mi è estraneo, e che mi ha fatto riflettere su come le radici di un popolo possano influire sulle scelte e sulla realizzazione del singolo. Ada e gli altri non sono padroni di se stessi e delle loro vite, al contrario sembrano essere imbrigliati a un passato ancestrale, dal quale non possono mai emanciparsi del tutto. Da ciò deriva un senso di rassegnazione, e la necessità di accettare come la libertà sia solo un’illusione di cui liberarsi quanto prima. Non sono tematiche leggere, eppure questo romanzo si divora in modo quasi febbrile, anche per merito di una protagonista indimenticabile, dallo “sguardo forastico e attento come quello di una bestiola selvatica”, che vive ed ama con un’intensità priva di affettazione. 

“Perché Dio mio, perché non me l’hai dato? Era creato per me, destinato a me, e io a lui… Dammelo! Io accetto tutto: l’abbandono quando si sarà stancato di me, il dolore, la vergogna, tutto al mondo, ma dammelo! E’ impossibile che io lo abbia amato così a lungo e sino a oggi invano, se non era nel tuo volere riunirci un giorno! Dammelo, Signore…”
La strada era buia, deserta. Nessuno avrebbe visto le sue lacrime scendere.

…Tutto, nella sua esistenza, non era piombato su di lei come un fulmine dall’alto del cielo? Tutto, felicità e disgrazia. “Perché Dio concede agli uni sentieri sicuri e tranquilli, mentre per altri si aprono precipizi sotto il cammino in ogni istante?”, si domandava Ada. E dal fondo del passato le tornavano le parole del padre, e il suo tono triste e beffardo: “Ma Dio sa quello che fa, e a quei maledetti dà un passo leggero e agile che li salva sul bordo del precipizio. Gli dà anche grandi felicità, del tutto inattese, terribili quasi quanto i disastri”.

0 Comments

  • Nolwenn

    20 Maggio 2015 at 6:58 AM

    Ho appena finito di leggere Il vino della solitudine. L'ho amato! Leggeró sicuramente qualcos'altro della Irene u.u

  • Nolwenn

    20 Maggio 2015 at 6:58 AM

    Ho appena finito di leggere Il vino della solitudine. L'ho amato! Leggeró sicuramente qualcos'altro della Irene u.u

  • Pila

    20 Maggio 2015 at 7:48 AM

    Un altro 5 stelline??? *-* Devo decidermi a questo punto!!

  • Pamela

    20 Maggio 2015 at 2:57 PM

    Non vedo l'ora di leggere la tua recensione! Non ho ancora deciso quale sarà il prossimo…

  • Pamela

    20 Maggio 2015 at 2:57 PM

    Assolutamente U_U

  • Sæglópur

    20 Maggio 2015 at 5:13 PM

    Della Nèmirovsky ho letto solo "David Golder", non male, ma dalla quarta di copertina firmata da Citati mi aspettavo che fosse più tosto, un romanzo alla Kristof.

  • Ludo

    21 Maggio 2015 at 8:18 AM

    Stai iniziando dalle ultime opere della Némirovsky, da quel che ho capito… Adesso mi chiedo come affronterai le prime, se noterai una scrittura più 'immatura'. Io è un problema che mi pongo sempre con gli scrittori e i loro libri, anche se non sempre li leggo in ordine cronologico

  • Pamela

    22 Maggio 2015 at 4:38 PM

    Non ho mai letto nulla della Kristof. Cosa mi consiglieresti?

  • Pamela

    22 Maggio 2015 at 4:43 PM

    Ci ho pensato, in effetti, ma ho scelto questi romanzi istintivamente, senza preoccuparmi dell'ordine cronologico. Sono curiosa di leggere una delle sue prime opere, lo ammetto!

Chiacchieriamo?

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