Brividi per bambini: speciale Halloween

16 ottobre 2018
Blog post

Non sai che letture proporre a dei bambini impavidi che amano essere spaventati… ma non troppo, perché pur sempre bambini sono? Ci penso io con qualche romanzo a diversi livelli di brividosità per farli entrare in pieno clima Halloween! Prima, però, facciamo un salto indietro nel tempo per uno dei miei momenti amarcord: puoi saltare il prossimo paragrafo, se preferisci, ma ti perderai l’occasione di canzonarmi senza pietà.

Appartengo a quella generazione la cui infanzia fu traumatizzata da Twin Peaks (a me bastò la pubblicità), It (questo però l’ho visto da grande) e l’inquietantissimo Return to Oz(non riesco ancora a capire come la Disney abbia potuto produrre un film del genere). Fin qui, penserai, nulla di cui vergognarsi. Peccato io avessi paura, in ordine sparso, di: i vampiri in Fracchia contro Dracula (esatto, quello con Paolo Villaggio), i cartoni animati dei Ghostbusters (ripeto, i cartoni animati!), suor Paolina in La donna del mistero, Isabel sfigurata e la strega Zaira in Manuela (le ultime due telenovele che andavano di moda negli anni 80, non so se mi spiego XD), i Gremlins (chiudevo gli occhi quando si trasformavano) e tantissimi altri che ora non mi vengono in mente (e che comunque non aggiungerei perché ti ho già dato spunti sufficienti per prendermi in giro da qui all’eternità). Eppure ricordo bene che, nonostante gli incubi che ne scaturivano, mi piaceva venire spaventata. Invidiavo un mio cugino di qualche anno più grande che leggeva Dylan Dog e il venerdì sera guardava da solo gli horror su Italia 1 presentati da zio Tibia (se ti ricordi di lui, ti prego, scrivimelo nei commenti XD). Il tutto, ovviamente, senza incubi di ritorno.

Tutto questo per dire che spesso i bambini sono attratti dai brividi, e nella giusta dose e con la supervisione di un adulto possono essere un’occasione di intrattenimento e talvolta di crescita. Cercherò di darti informazioni sufficienti per capire se i romanzi che ho scelto siano o meno adatti alla sensibilità del piccolo lettore che hai in mente, ma se hai qualche dubbio è meglio che tu faccia da tester per averne la certezza. L’età di lettura che viene consigliata sul retro è nella maggioranza dei casi fuorviante, quindi non farci troppo affidamento.

Le streghe di Roald Dahl

Salani, pp. 200

Il titolo più famoso e ovvio di questa piccola selezione: Roald Dahl è una garanzia, e non riesco a immaginare le sue storie senza le illustrazioni di Quentin Blake. Aggiungono una nota visiva che, se nei momenti più spassosi porta a risate a crepapelle, in quelli cupi la pelle d’oca è assicurata. È il perfetto mix tra i due toni che rende irresistibile questa storia!

Il bambino protagonista, dopo aver perso i genitori in un incidente, va a vivere con l’adorabile nonna che per il suo bene gli rivela questa terribile verità. L’aspetto più originale del romanzo sta in un finale per nulla prevedibile e non del tutto lieto che potrebbe turbare i più piccoli o comunque i più sensibili. L’insegnamento indiretto è evergreen, ovvero diffidare dalle apparenze!

Nelle fiabe le streghe portano sempre ridicoli cappelli neri e neri mantelli, e volano a cavallo delle scope.
Ma questa non è una fiaba: è delle STREGHE VERE che parleremo.
Ci sono alcune cose importanti che dovete sapere, sul loro conto; perciò aprite bene le orecchie e cercate di non dimenticare ciò che vi dirò. Le vere streghe sembrano donne qualunque, vivono in case qualunque, indossano abiti qualunque e fanno mestieri qualunque.
Per questo è così difficile scoprirle.
Una VERA STREGA odia i bambini di un odio così feroce, furibondo, forsennato e furioso, da non poterselo immaginare. […] Perfino la vostra vicina di casa potrebbe essere una strega. […] E forse è una strega (e adesso farete un salto sulla sedia!) anche la vostra cara maestra, che proprio ora legge ad alta voce queste righe. Guardatela bene. Sicuramente sorride, come se un’idea del genere fosse ridicola. Ma non lasciatevi ingannare: è abilissima, sappiatelo. (pp. 7 – 10 ed. Salani 2004)

Vampiretto trova un amico di Angela Sommer – Bodenburg

Giunti, pp. 144

È il primo volume di una saga in corso di ripubblicazione da Giunti, che racconta le (dis)avventure di Anton e Rudiger, il vampiretto del titolo. Chi l’ha detto che un bambino umano e uno vampiro (sebbene di 150 anni) non possano essere amici del cuore? Entrambi, tra l’altro, adorano le storie di paura ma non sono particolarmente coraggiosi. Il problema è che rispetto alla famiglia von Schlotterstein, gli Addams sono cuoriciosi. Per non parlare del fatto che i genitori di Anton insistano a voler conoscere questo suo nuovo misterioso amico, e la cosa non sia fattibile per ovvi motivi. Una storia divertente ma non per questo meno spaventosa dato che il mondo a cui appartiene Rudiger, capisce presto Anton, è più affascinante nei libri e più pericoloso nella realtà. Come quella volta in cui lo porta a visitare la sua cripta e…

Con passi insicuri Anton scese la scala e sbucò in una grotta. Era una stanza bassa, debolmente illuminata da una candela sottile che bruciava in una nicchia vicino all’ingresso; era vuota, a parte le bare appoggiate tutt’intorno, alle pareti.
Il vampiretto era seduto sulla bara più vicina e guardava Anton con un sorriso luminoso.
«Benvenuto nella cripta Schlotterstein» disse; poi chiese con orgoglio:
«Allora, che te ne pare?».
«Io…». Anton si interruppe. Poteva forse confessare che la cripta gli sembrava orribile e che aveva paura di soffocare perché c’era un odore insopportabile? […] «E quello chi è?» chiese in fretta, indicando una terza bara.
«È mio padre. Ludwig von Schlotterstein il terribile, figlio maggiore di Sabine e Wilhem von Schlotterstein. Accanto a lui sta mia madre, Hildegard l’assetata. Naturalmente mio padre era già un vampiro quando l’ha sposata, ma la mamma non lo sapeva. Quando è arrivata al castello di Schlotterstein però…». Non proseguì: si limitò a sogghignare e a sbattere i denti. (pp. 41 – 43 ed. Salani 1999)

Il fantasma di Canterville di Oscar Wilde

Einaudi ragazzi, pp. 85

Un ottimo modo per introdurre i bambini ai capolavori della letteratura inglese! Questo racconto lungo è il perfetto esempio di un classico che non sente in alcun modo il passare del tempo: pubblicato per la prima volta nel 1887 è ancora attualissimo, dato che di generazione in generazione i ragazzini sembrano essere sempre più svegli e scaltri. Un po’ come i figli degli Otis, una famiglia americana (portavoce di una cultura più razionale e non influenzata dalla tradizione) che va a vivere in un castello nel Berkshire. Un castello inglese che si rispetti non può che avere un fantasma compreso nel pacchetto, ma Sir Simon de Canterville, che da tre secoli infesta quelle mura, non troverà la consueta soddisfazione…! Un racconto gustosissimo che regala più risate che brividi prendendo in giro le canoniche storie di fantasmi. Le atmosfere sono deliziose.

Lo strano rumore continuava, e ora il Signor Otis udiva distintamente anche i passi che l’accompagnavano. Si infilò allora le pantofole, estrasse una piccola bottiglia dal necéssaire da viaggio e aprì la porta: vide davanti a sé, nel pallido chiaro di luna, un vecchio dall’aspetto spaventoso. Aveva gli occhi rossi come carboni ardenti e lunghi capelli grigi cadenti sulle spalle in ciocche arruffate. I vestiti erano di foggia antica, logori, sudici. Appese ai polsi e alle caviglie aveva pesanti manette con lunghe catene arrugginite. — Mio caro signore, — esordì il ministro, — mi sento in dovere di invitarla a oliare le sue catene, ed è per questo che le offro una bottiglietta del famoso lubrificante Sole d’aurora. Dicono che sia di grande efficacia già alla prima applicazione, legga pure l’etichetta, guardi, riporta le garanzie dei più illustri esperti d’America. […] — .
Il fantasma di Canterville rimase per qualche istante letteralmente paralizzato dall’indignazione, dopodiché, afferrata la bottiglietta, la scagliò sul lucido pavimento del corridoio e fuggì emettendo profondi gemiti e una spettrale luce verdognola. (p. 21 ed. Einaudi 2009)

Il figlio del cimitero di Neil Gaiman

Mondadori, pp. 342

Ovviamente ogni scusa è buona per consigliarti Neil Gaiman, autore la cui produzione “per ragazzi” è intrisa di quel carattere gotico alla Tim Burton che adoro. Il modo con cui, in questo romanzo, è riuscito a trattare e a demistificare il tema della morte dovrebbe essere già motivo sufficiente per venerarlo.

Immaginate un bambino così piccolo da non saper ancora camminare. Una notte, spinto da curiosità infantile mista a presagio, gattona fuori dal suo lettino e, trovato l’uscio aperto, s’infila nella notte buia. Non sa che sta fuggendo dall’omicidio della sua famiglia, come non sa che la strada che sta per imboccare lo porterà a vivere esperienze straordinarie. Il piccolo, infatti, finisce col rifugiarsi nel più impensabile dei luoghi, e proprio lì trova dei nuovi amorevoli genitori. Un bambino tutto sommato fortunato, Nobody (nessuno), detto Bod. Piuttosto bizzarro come nome, è vero, ma in che altro modo potrebbe chiamarsi dato che vive in un cimitero e viene cresciuto dai suoi abitanti, deceduti vari secoli or sono? Il figlio del cimitero è un bizzarro romanzo di formazione, un inno alla vita e a tutti i suoi misteri, compresa la fine: non una figura nera e incappucciata recante una falce, bensì una donna dal volto sereno e pacifico che giunge in groppa a un magnifico cavallo bianco. Tra i romanzi di questa lista è quello dal tono più maturo.

— Sono convinto che, là fuori, l’uomo che ha assassinato la tua famiglia ti cerchi ancora, che intenda ancora ucciderti.
Bod fece spallucce. — E allora? — disse. — È soltanto morte. Voglio dire, tutti i miei migliori amici sono defunti. (p. 199)

La casa della morte di R. L. Stine

Mondadori, pp. 182

Mettere un “piccolo brivido” in compagnia di mostri sacri potrebbe essere ritenuta una mossa azzardata. Ma perché no, mi sono detta? Ogni lettore, soprattutto il più piccolo, ha il diritto di leggere per il gusto di leggere: l’appetito vien mangiando, si dice, e questa è una storia che si divora. Ci sono tutti gli ingredienti per uno di quei racconti di paura che nell’iconografia americana vengono raccontati attorno al fuoco arrostendo marshmallows.
Una famiglia si trasferisce in una casa ricevuta in eredità da un parente di cui nessuno ricordava l’esistenza… già qui si sente la puzza di bruciato, e non sono i marshmallow! Come sempre in queste situazioni i primi a capire che c’è qualcosa di strano sono i loro figli, Josh e Amanda. Devo ammettere che è piuttosto terrificante, non farti ingannare dalla collana 😉

A me e a Josh la casa nuova non piaceva per niente.
Certo, era enorme, e sembrava un castello, paragonata alla villetta dove avevamo abitato finora. Era tutta di mattoni rossi, con il tetto spiovente ricoperto di tegole nere come la pece, e le finestre con le persiane, nere anche quelle.
Che buio lì intorno! Dalla strada, sembrava che la casa fosse sprofondata nelle tenebre, nascosta fra i rami e le fronde degli alberi secolari che la circondavano.
Eravamo alla metà di giugno, eppure il cortile era ricoperto da un soffice tappeto di foglie morte che si sbriciolavano sotto i piedi, man mano che risalivamo il viale che conduceva alla casa, con uno scricchiolio che non esiterei a definire sinistro.
L’erba alta cresceva dappertutto, e con i suoi tentacoli aveva soffocato perfino quella che un tempo doveva essere un’aiuola ricoperta di fiori, proprio davanti al portico.
”Sembra la casa delle streghe!“ mi dissi sconsolata. (pp. 3 -4 ed. Mondadori 2001)

Prima di salutarti, ricorda che queste proposte vanno benissimo sia per un pubblico giovane che giovanile, come direbbe una mia cara amica XD. Ogni volta che sento un adulto snobbare i libri per ragazzi cito Nick Horby: evitare i libri per ragazzi solo perché non si è più ragazzi è come sostenere che i gialli andrebbero letti solo da poliziotti e criminali. 

6 Comments

  • ely

    16 ottobre 2018 at 6:22 PM

    Dahl!!! Mi ci sono voluti un paio di anni per amarlo pienamente, ma ora ci sono arrivata. Le streghe secondo me è uno dei suoi capolavori e l’ho letto giusto qualche settimana fa alla mia bambina più piccola, modificando qua e là qualche frase o situazione. In effetti è un po’ forte ma è fantasia allo stato puro. Quentin Blake lo adoro anche io. Lui, Dahl e la Pitzorno per me sono inseparabili! Non riesco a pensare all’uno senza pensare all’altro… E per quanto possano essere bravi gli altri illustratori, Quentin mi manca sempre! Ora stiamo leggendo il GGG e sembra molto bello; anche quello con la giusta dose di brividi. Come non amare la letteratura per ragazzi? Io ne rimango sempre incantata… Sai che non ho letto mai niente di Neil Gaiman? Da come lo descrivi, però, credo proprio che faccia per mal caso mio, anche se forse dovrò aspettare qualche anno per proporlo alla mia piccina…
    Grazie per i preziosissimi consigli.

    1. Pamela

      12 novembre 2018 at 9:03 PM

      Il GGG ce l’ho ma devo ancora leggerlo! Di Dahl mi sono piaciute moltissimo le sue autobiografie, Boy e Going Solo… se non le hai ancora lette te le consiglio… soprattutto la prima, in cui si concentra sulla sua infanzia. Si scopre da dove prese gli spunti per molti dei suoi capolavori ^^.
      Gaiman è un mio grande, grandissimo amore. Fai bene ad aspettare, potrebbe essere “troppo”.
      Infatti, cara Ely, come si può non amare la letteratura per ragazzi?? Quelli che la snobbano non sanno cosa si perdono. Poverini.

    2. Pamela

      12 novembre 2018 at 9:03 PM

      p.s. perdona il ritardo T_T

  • Paola C.

    18 ottobre 2018 at 11:15 AM

    Ciao Pamela! Bellissimo post, come sempre. Io non saprei a chi leggere questi meravigliosi libri per ragazzi, quindi ho segnato qualche titolo per leggerli…a me stessa! Zio Tibia!!! Mamma mia che ricordi!!! Dal momento che sono cresciuta con un fratello e diversi cugini maschi tutti più grandi di me da ragazzina ero praticamente vessata, ed obbligata a guardare Zio Tibia…che però lo ammetto, piaceva tantissimo anche a me! Il film che seguiva dopo, quello lo guardavo rigorosamente con il cuscino a portata di mano 🙂

    1. Pamela

      12 novembre 2018 at 9:12 PM

      Perdona il ritardo scandaloso con cui ti rispondo Paola, sono stata pessima T_T.
      Zio Tibia…che tempi! Tra l’altro anch’io ero l’unica bambina di casa, tutti cugini maschi e più grandi di me! I film che seguivano erano cult 😉 io li ho recuperati dopo però, come dicevo perfino i Gremlins mi spaventavano XD

  • fedy

    14 novembre 2018 at 7:40 PM

    Ciao mi presento sono Fedy e anche io come te ho la passione per i libri.
    Trovo il tuo blog molto bello e anche interessante.
    Sono una tua lettrice fissa.Se ti va passa a dare un’occhiata al mio blog https://lapiccolalibreriadelcuore.blogspot.it ne sarei molto felice…

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