Cinque cose che non sopporto in un romanzo

25 Giugno 2020
Blog post

Scorrendo la lista degli ultimi romanzi che non mi sono piaciuti ho notato alcuni fattori ricorrenti: da qui l’idea di questo post! Ecco dunque cinque cose che per me significano allarme rosso — ovvero rischio bocciatura 😂. Se ho deciso di non inserire riferimenti specifici è solo per evitare di incorrere in spiacevolissimi spoiler, ma possiamo chiacchierarne nei commenti!

1. Elementi presentati come centrali, che poi non hanno alcun ruolo nella storia

In ambito narrativo, quando l’attenzione viene sistematicamente puntata su determinati elementi si suggerisce al lettore che questi avranno un peso nella risoluzione della storia. Un po’ come in un film, se l’inquadratura si sofferma spesso su una pistola mi aspetto come minimo che qualcuno la usi, a un certo punto. Capita di frequente con i protagonisti secondari, messi in scena come se avessero un ruolo nella risoluzione del conflitto, mentre alla resa dei conti non hanno aggiunto nulla al quadro.

2. Mattoni che si perdono nel finale

Questo capita spessissimo, non so se l’hai notato anche tu. Gestire un romanzo da 500 o più pagine è un affare complesso, e infatti trovo che siano pochi quelli riusciti. Il problema si presenta proprio alla fine, e qui mi chiedo se sia perché gli autori stessi non ne possono più 😁. Scherzi a parte, un finale affrettato può davvero rovinare una bella storia. È fondamentale che tutte le subplot abbiano una loro conclusione, per non parlare di quella principale. Mi sono capitati gialli lunghi come le colonne al casello autostradale a Ferragosto, che spendono due parole in croce sul movente. Terribile.

3. Finali troppo aperti

Un altro problema dei finali è quando sono troppo aperti. Ora, non pretendo di sapere cosa faranno i protagonisti nei dieci anni successivi, o un epilogo alla Harry Potter, con il cast che vede partire la prole sull’Hogwarts Express. Però, autore, qualcosina mi devi dire, sennò mi sento presa in giro. Di nuovo, non esigo una spiegazione lampeggiante come un neon anni ’90, ma dammi almeno gli elementi per arrivarci da sola. In caso contrario mi farai sentire molto stupida, frustrata e per ripicca non ti leggerò mai più.

4. Becero romance in romanzi che nemmeno sono romance

Premessa: scrivere scene d’amore è molto complesso. Mi correggo: scrivere scene d’amore riuscite è molto complesso, e ancora più delicato quando vengono infilate in romanzi che non si presentano come romance. Okay, qui un titolo lo devo tirare fuori, tanto ne ho già parlato in un post di qualche mese fa: Mrs Poe di Lynn Cullen. Mi aspettavo un romanzo di tutt’altro respiro, e invece mi sono trovata a leggere passaggi così ridicoli che le mie sopracciglia devono avere preso il volo e, lo sottolineo, non ho le sopracciglia ad ali di gabbiano. Dio me ne scampi.

5. Personaggi deboli

Posso amare un romanzo nonostante abbia una trama debole, se conta su dei personaggi con le spalle abbastanza larghe da reggerla, ma non il contrario. I personaggi sono fon-da-men-ta-li, costituiscono il cuore pulsante delle storie. Quando sono poco caratterizzati, inconsistenti, un insieme di cliché, nemmeno la trama più sorprendente è in grado di salvare la partita. Se penso ai grandi capolavori della letteratura penso ai protagonisti, non alle trame. Solo loro fanno sì che mi dimentichi che sto leggendo un’opera di fantasia. Un romanzo dovrebbe suscitare empatia, ma questa non deriva dalla storia che racconta, bensì dai personaggi che la vivono.

6. Dialoghi plasticosi (bonus)

Dove plasticoso sta per finto come i capelli della Barbie. È un elemento che, quando non funziona, concorre più degli altri a rompere il patto tra autore e scrittore: una storia smette di essere vera, e rimane soltanto una storia. Scritta male, se posso infierire. Mi sono imbattuta in alcuni personaggi che, a mio parere, avrebbero avuto tutte le ragioni per rifiutarsi di pronunciare certe battute.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu! Quale tra questi fattori ti rovina di più la lettura? Aggiungine anche altri, in caso, così allunghiamo la lista 😉.

3 Comments

  • Angela

    25 Giugno 2020 at 6:41 PM

    Non so se è un elemento in più da aggiungere alla tua lista o un mix di tutti questi messi insieme, ma mi indispone tanto comprare libri che hanno trame valide, che sembrano interessanti e da non perdere e poi una volta che inizi a leggerli non tutto si sviluppa come da aspettativa. Di solito i personaggi non sono approfonditi e la trama poi è tutto fumo e niente arrosto👻

  • Ely

    26 Giugno 2020 at 9:45 AM

    Cara Pam,
    concordo pienamente su tutto quello che dici e dei punti da te elencati quelli che mi irritano di più sono i finali raffazzonati, i dialoghi forzati o dominanti rispetto alle descrizioni, e i personaggi scialbi. Anche io posso amare un libro con una trama non trascendentale se chi lo ‘abita’ è ben delineato e ha una personalità affascinante. E le scene d’amore difficilmente mi soddisfano, perché spesso scadono nel banale, nel volgare o nello zuccheroso.
    Altri due punti che per me sono un no colossale:
    1) Stile narrativo piatto. Abituata ai classici fin da bambina, niente mi sdegna come un romanzo scritto in modo scontato, con una prosa incolore e ripetitiva. Ce ne sono diversi esempi anche tra volumi tanto osannati, che io non ho amato per niente. Del resto, sono stata ‘viziata’ dalle letture che mi accompagnano da una vita.
    2) Argomenti delicati trattati con superficialità e presunzione. Sai che la presunzione, di qualunque natura essa sia, mi fa irrigidire. Ecco, se ti permetti di toccare temi come l’aborto spontaneo, la violenza carnale, la malattia, DEVI farlo con rispetto e cognizione di causa. Un rispetto doveroso nei confronti di tutte le persone che quelle esperienze terribili le hanno avute davvero. Quanta pochezza invece si trova anche su queste cose… Ho letto (e abbandonato con sdegno) tanti pseudo-romanzi ‘ambiziosi’ ma tanto superficiali. Di rado la presunzione va a braccetto con il rispetto, anche in letteratura…
    Ci sarebbero senz’altro altre cose, ma per adesso mi sembrano più che sufficienti. Temo di essere una lettrice molto esigente.
    Il solito abbraccio!!!
    Ely

  • Pamela

    2 Luglio 2020 at 11:47 PM

    Cara Ely,
    è proprio vero che certe letture ci viziano ☺️. Ci sono romanzi che diventano pietre di paragone! È normale che un lettore “forte” sia esigente. Più si allena il proprio gusto, più diventa difficile soddisfarlo…
    D’accordissimo anche sul fatto che argomenti delicati dovrebbero essere trattati con rispetto e cognizione di causa. Purtroppo non è scontato, anche se nell’epoca in cui viviamo l’ignoranza non ha scusanti. Mi sono imbattuta proprio l’altro giorno nelle stories di una scrittrice inglese che parlava della pessima figura in tal senso fatta da una casa editrice.
    Un abbraccio anche a te 💖

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